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Processo Scazzi, Sabrina Misseri in aula: "Sarah era come una sorella"

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Al Tribunale di Taranto si è tenuta una nuova udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata il 26 agosto 2010 nella villetta dell'agricoltore Michele Misseri. Le principali imputate, Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, si sono presentate oggi davanti ai giudici della Corte D'Assise.

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Proprio come zio Michele un mese fa, anche Cosima si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La ventiquattrenne Sabrina, invece, ha deciso di difendersi dall'accusa di omicidio: così ha risposto alle domande del pm Mariano Buccoliero, che ha incentrato il lungo interrogatorio soprattutto sul rapporto tra le due cugine e sull'ossesione di Sabrina per Ivano. Secondo l'accusa, infatti, l'imputata avrebbe ucciso Sarah divorata dalla gelosia, spinta dalla rabbia per le attenzioni che la ragazza era in grado di attirare da parte di Ivano.

Michele Misseri al processo per l'omicidio di sarah Scazzi

Sul rapporto con la giovane Sarah, l'imputata prova a fugare ogni dubbio sull'affetto che le legava: "I miei rapporti con Sarah sono iniziati sin da piccolissima. Quando i genitori sono andati al Nord è stata a lungo a casa mia. Dal 2009 assiduamente uscivamo spesso insieme. Non ci sono mai tanti litigi, qualche rimprovero come una sorella minore".

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Poi si entra nel vivo del triangolo con Ivano: Sabrina intratteneva con lui un fitto scambio di messaggi, acquisiti agli atti del processo. Il pm inizia proprio da uno degli sms inviati dalla ragazza all'amico del cuore: "Hai fatto una cosa buona con Sarah, che ora mi tortura. È così magra che mi fa male". Il pm chiede spiegazioni in riferimento alla magrezza di Sarah e Sabrina spiega che la cugina le faceva male quando si siedeva sulle gambe perchè sentiva le sue ossa sporgenti. Poi afferma che Sarah era una ragazzina complessata, che si lamentava di avere orecchie a sventola. Sarebbe questa la motivazione di un altro sms inviato ad Ivano: "Ti giuro mi sto esaurendo tenerla 24 ore su 24".

Ad un certo punto l'accusa chiede a Sabrina come mai scambiasse così tanti sms con Ivano: "I rapporti tra e Ivano sono iniziati per gioco quando lui era al militare e ci scambiavamo messaggi che non pagavamo per la promozione Vodafone - spiega la ragazza - Poi sono cominciati gli sfottò tra di noi. Mi piaceva ma non avevo interesse, c’era l’attrazione fisica non lo nego ma non era amore. Mi piacevano alcuni lati del carattere ma non ero innamorata". Come ricorda il pm, invece, secondo le testimonianze degli amici Sabrina provava un sentimento molto forte per Ivano, quasi al punto di esserne ossessionata: "Sono deduzioni loro dalla mia bocca non è mai uscita la parola amore riferita a Ivano. Quando ho scritto nel messaggio Dio Ivano era un gioco di parole per dire DIO INVANO riferito ad un gioco sui dieci comandamenti che facevamo insieme". Poi ha risposto sul rapporto tra Sarah e la comitiva di amici di Avetrana: "Sarah era una ragazza molto affettuosa, spesso dava qualche abbracci a tutti..".

Oltre all'interrogatorio di Sabrina, durante l'udienza sono state depositate 49 lettere e un quinto memoriale di Michele Misseri destinati alla figlia in carcere. Il materiale prodotto dalla difesa di Sabrina sarebbe incentrato sull'assunzione di responsabilità di Misseri, che avrebbe ribadito ancora una volta l'estraneità della figlia e della moglie all'omicidio di Sarah.

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