Excite

Processo Scazzi, sentenza in arrivo. Sabrina: "Mia custodia cautelare sequestro di persona"

  • YouTube

Da lunedì i giudici della Corte d'Assise di Taranto sono riuniti in Camera di Consiglio in un bunker della base navale della città per giungere a un verdetto per l'omicidio di Sarah Scazzi e da allora, nonostante sia in carcere ormai da due anni e mezzo, Sabrina Misseri è caduta in uno stato di prostrazione molto vicino alla disperazione. La giovane accusata dell'omicidio della cugina quindicenne sa bene che la sua attesa può risolversi solo in due modi: assoluzione o ergastolo.

Processo Scazzi, pm: "Ergastolo per Sabrina e Cosima, nove anni per Michele Misseri"

Qualche giorno o poche ore separano Sabrina da una sentenza che - in un modo o nell'altro - le cambierà la vita. "Questa notte ho avuto gli incubi, ho pianto ma per la prima volta vedo un varco di speranza... la speranza che la sentenza possa riconoscere la mia innocenza", ha dichiarato infatti ai giornali attraverso il suo avvocato, Nicola Marseglia, proclamandosi ancora una volta innocente e dicendo senza giri di parole: "La mia custodia cautelare è un sequestro di persona".

La giovane infatti continua a ripetere: "Io non ho fatto niente, volevo bene a Sarah come una sorella e mi manca moltissimo", augurandosi che arrivi "un luogo o un momento nella vita in cui incontrerò zia Concetta (la mamma della vittima, ndr)", in cui le potrà dire, "guardandola negli occhi, che non ho fatto niente a Sarah: non l'avrei toccata per nulla al mondo". La cosa che più turba Sabrina, infatti, almeno a sentir lei, è che alla donna resti sempre un dubbio sulla sua colpevolezza "anche se mi assolveranno".

Ma la sentenza del processo, dopo 52 udienze e 200 testimoni, è tutt'altro che scontata. L'accusa, infatti, ha chiesto per Sabrina e sua madre Cosima l'ergastolo, ritenendole materialmente responsabili dell'uccisione della quindicenne, e nove anni per Michele Misseri, colpevole invece 'solo' di occultamento di cadavere. Difficile dire che cosa deciderà la Corte, dunque, con la difesa che parla di una "totale assenza di prove" e il principe del foro Franco Coppi "disposto a rinunciare ai libri, alla cattedra e 40 anni di carriera pur di essere certo di aver dimostrato l'innocenza di Sabrina".

Sabrina non lo sa e attende il verdetto trascorrendo notti popolate di incubi spaventosi e senza riuscire più a mangiare, con la forza e la determinazione dei primi tempi della detenzione ("tornerò ad Avetrana a testa alta: sono gli altri che dovranno abbassarla") sostituite progressivamente dalla disillusione e dalla stanchezza: "Voglio solo sparire. Lo so che ce l'hanno tutti con me, che sono antipatica".

L'ultima disperata captatio benevolentiae prima del verdetto finale? Chi può dirlo. E intanto non resta che aspettare, quella benedetta/maledetta sentenza che arriverà per alcuni già nei prossimi giorni (forse giovedì) e per altri non prima dell'inizio della prossima settimana.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017