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Processo Yara, Massimo Bossetti nervoso in aula: tv e folla di curiosi al tribunale di Bergamo

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Si è aperto stamattina, quasi 5 anni dopo l’omicidio Yara Gambirasio, il processo a Massimo Bossetti, accusato dalla Procura della Repubblica di Bergamo dell’uccisione della ragazzina di Brembate trovata senza vita in un’area disabitata a Chignolo d’Isola.

Foto sospette sul pc di Massimo Bossetti, le analisi della Procura di Bergamo

Decine di telecamere e obiettivi fotografici hanno iniziato ad immortalare ogni frammento di quello che, non da oggi, appare qualcosa di simile ad un evento mediatico senza precedenti, anzi in qualche modo paragonabile a quanto accaduto col delitto di Cogne.

L’arrivo del muratore di Mapello, entato in aula da un ingresso secondario, ha dato avvio ufficialmente alle cronache in tempo reale del processo sui principali notiziari televisivi e online, con tanto di ricostruzioni dell’umore ed in particolare delle espressioni dell’imputato dentro la gabbia del Tribunale di Bergamo.

(Detenuti in attesa di giudizio: quanti casi in Italia come Massimo Bossetti? Video)

Davanti alla Corte d’Assise, Massimo Bossetti è apparso agli occhi dei cronisti presenti nervoso dai primissimi momenti seguiti all’entrata in tribunale: preso posto su una sedia, il presunto assassino di Yara Gambirasio ha dato le spalle al pubblico fissando lo sguardo sui giudici.

La difesa del 45enne lombardo accusato dell’atroce omicidio avvenuto a Chignolo d’Isola 26 novembre 2010 ha presentato un lungo elenco di testimoni da chiamare in giudizio, per un totale di oltre 700 persone convocate e allo stesso tempo punta sull’annullamento del contestato esame del Dna, da ripetere in quanto poco attendibile secondo gli avvocati di Bossetti Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

Numerosi gli spettatori assiepati dalle prime ore della giornata sia all’interno che fuori dai locali del Tribunale di Bergamo: il rischio che il palazzo di giustizia si trasformi in un set televisivo ha indotto il pm Letizia Ruggeri e gli stessi familiari della vittima (assenti oggi e intenzionati ad apparire soltanto per testimoniare) a chiedere il divieto di ingresso a cameramen, mentre già da oggi vale lo stop all’uso di tablet e cellulari in aula.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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