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Prodi voleva silurare Lippi

Dopo la semifinale mondiale vinta contro la Germania cantavano insieme "O' sole mio" negli spogliatoi del Westfalenstadion di Dortmund, eppure solo qualche settimana prima Romano Prodi chiese a Guido Rossi, allora massimo esponente della Figc, la testa del commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi.
Un gesto necessario per dare un segnale forte al paese.

E' questa una delle rivelazioni più succulente del libro, in uscita oggi, di Bruno Bartolozzi e Marco Mensurati: "Calciopoli, collasso e restaurazione di un sistema corrotto".
Pagine dedicate a una vicenda che ha sconvolto il calcio e che passerà alla storia: settimane intense tra telefonate, pressioni e un mondiale da preparare e, magari, vincere.

Fu poi lo stesso a Guido Rossi a salvare Lippi (suo figlio Davide lavorava alla Gea, società coinvolta nel ciclone) perché su di lui "non c'è nulla di rivelante".
Guido Rossi terminerà la sua avventura a capo della Figc la sera del 18 settembre 2006, quando per il Coni il suo mandato può considerarsi concluso, ma la tesi dei due autori è chiara: Rossi è stato messo alla porta perché ha osato voler gestire la ricostruzione, in poche parole voleva guarire il mondo del calcio: molto più di quanto richiesto.

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