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Prospero Gallinari, morto l'ex brigatista che rapì Aldo Moro

  • Corriere.it

L'ex brigatista rosso Prospero Gallinari è morto questa mattina a Reggio Emilia, a 62 anni: l'uomo è stato ritrovato nel garage di casa sua, dopo che un vicino ha notato la sua auto ferma di traverso lungo la rampa d'uscita. Trasportato all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l'uomo è stato dichiarato morto alle 8.15. Probabilmente il decesso è stato causato da un malore improvviso.

Prospero Gallinari: chi era il brigatista rosso morto a Reggio Emilia

Brigatista della prima ora, Gallinari entrò nel cosiddetto "gruppo dell'Appartamento", a Reggio Emilia, nel 1969, insieme ad altri dissidenti del Pci che avevano scelto la strada della lotta armata dopo Convegno di Pecorile. E' stato definito come uno degli appartenenti alla componente "contadina" delle Br, che si differenziava da quella milanese e torinese di stampo "operio" o quella romana definita "terziaria" per l'evocazione di presunti legami con la lotta partigiana. Il suo nome resta indissolubilmente legato al rapimento di Aldo Moro, cui partecipò sia nella strage di via Fani sia come carceriere.

Gallinari fu uno dei sequestratori del leader della Democrazia Cristiana nel 1978. Per anni è stato indicato come l'esecutore materiale dell'omicidio, colpa che non ha mai respinto, anche perchè non ha mai parlato apertamente del rapimento Moro, nè con i magistrati durante il processo, nè con i giornalisti. Solo molti anni dopo, nel 1993, Mario Moretti rivelò di essere stato l'assassino di Moro e si assunse la responsabilità del delitto, raccontando i dettagli in un libro-intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca.

Gallinari uscì dal carcere proprio in quel periodo per i numerosi problemi di salute: già durante il processo per l'omicidio di Aldo Moro, nel 1983, venne colpito da due crisi cardiache e nel 1984 subì un intervento chirurgico per l'applicazione di tre by-pass. Nel 1993 fu ricoverato per problemi coronarici, seguito da uno per ischemia cerebrale. Nel 1997, in seguito all'ennesima operazione, la pena fu sospesa per le precarie condizioni di salute.

Gallinari aveva contatti spoadici con altri ex brigatisti: "È una notizia brutta, di quelle che nella vita non vorresti mai sentire. In questi casi, soprattutto per noi, tutto diventa personale e deve restare solo personale - ha dichiarato Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse, commentando la notizia della morte di Gallinari - Non avevamo più molti contatti, ci sentivamo una-due volte all'anno. È un po' per tutti noi: è difficile che sia rimasta una frequentazione. Ma l'amicizia è rimasta sempre".

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