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Protezione di Stato per la BR Cinzia Banelli

Cinzia Banelli, primo caso di membro delle nuove Brigate Rosse "pentito", ha ottenuto l'ammissione al programma di protezione per collaboratori di giustizia.

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La Banelli fu arrestata il 24 ottobre 2003, sette mesi dopo l'arresto di Nadia Desdemona Lioce, catturata sul treno Roma - Firenze in seguito alla sparatoria in cui morirono l'agente della Polfer Emanuele Petri e il br Mario Galesi. Poi, nell'estate 2004, dopo aver partorito un figlio mentre era in carcere, cominciò a collaborare con gli inquirenti.

In queste ore la "compagna So" si trova nella casa circondariale fiorentina di Sollicciano e attende la decisione in merito alla possibilità di ottenere gli arresti domiciliari. Adesso, in seguito al "sì" della apposita commissione in Viminale, la Banelli potrà forse ottenere (l'udienza davanti al tribunale di sorveglianza si terrà domani) tutti i benefici previsti dalla legge che finora hanno tutelato i pentiti della criminalità organizzata come una nuova identità e il trasferimento con la famiglia in una località protetta.

Olga D'Antona , vedova di Massimo D'Antona, commenta così la richiesta di concessione degli arresti domiciliari da parte dell'avvocato difensore Grazia Volo:"Troppo spesso la giustizia che viene dall'applicazione della legge non coincide con una giustizia morale. Trovo assolutamente ingiusto che venga concesso il rito abbreviato a persone che si macchiano di assassinio. Ho presentato da tempo una proposta di legge in tal senso e mi aspetto che la commissione giustizia ne avvii al piu' presto l'iter". Poi prosegue:"La legge sui pentiti ha rappresentato nel passato e rappresenta ancora uno strumento efficace nella lotta contro il terrorismo e la criminalita' organizzata. Non esprimo giudizi sull'operato della magistratura nei confronti della quale nutro rispetto. Questo però non mi impedisce di esprimere un giudizio severo sul comportamento di Cinzia Banelli, che a mio avviso si può definire ambiguo e spregiudicato".

Non si fanno attendere, infine, neanche i commenti del centrodestra che replica per bocca di Maurizio Gasparri:"I benefici concessi alla brigatista rossa Cinzia Banelli sono una vergogna. Proteggere e premiare una terrorista coinvolta in un omicidio è espressione della resa dello Stato al crimine". "La decisione del Viminale - ha aggiunto il parlamentare di Alleanza Nazionale - deve essere immediatamente cancellata perchè offende non solo la memoria delle troppe vittime delle BR ma tutti gli italiani onesti e le forze dell'ordine che hanno immolato tante vite nella lotta al terrore". [...] "Assumerò iniziative parlamentari per modificare le leggi e impedire che i vertici politici del Viminale diventino una succursale del terrorismo".

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