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Puglia, in ufficio arriva il codice anti-pizzicotto

In Puglia è stato approvato dalla Giunta regionale il codice anti-pizzicotto. Presto affisso in ogni ufficio, il codice ha lo scopo di prevenire molestie sessuali, discriminazioni e mobbing. Ad elaborarlo un paio di comitati regionali.

Pericolosi e punibili con sanzioni disciplinari: sguardi insistenti rivolti al vicino di computer; gesti alludenti al rapporto sessuale; discorsi a doppio senso a sfondo sessuale; contatti corporei fastidiosi come pizzicotti, pacche, carezze. Anche raccontare, a chi non lo ha richiesto, le performance amatorie della notte precedente potrà essere rischioso. Secondo il codice, infatti, tutti questi comportamenti rappresentano molestie sessuali.

Il codice anti-pizzicotto è molto chiaro: "Spetta a chi agisce stabilire se il comportamento possa essere tollerato o considerato offensivo o sconveniente dal lavoratore e dalla lavoratorice verso cui l'azione è diretta. Il dovere di vigilare è affidato ai responsabili di strutture e uffici". Guglielmo Minervini, assessore alle Risorse umane ha sottolineato che: "c'è una direttiva ministeriale del 2004 che sollecita le pubbliche amministrazioni ad attivarsi per realizzare il benessere fisico e psicologico delle persone".

Marcia indietro, quindi, rispetto a quanto di recente affermato secondo cui le relazioni tra colleghi migliorerebbero il rendimento e la produttività. Da adesso in poi i circa tremila dipendenti della Regione Puglia dovranno prestare molta attenzione: niente più occhiate insistenti e contatti fisici anche casuali. A rischio il proprio posto di lavoro.

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