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Puglia, Michele Piccolo uccide moglie e figlia e si suicida. In coma un altro figlio

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Nonostante l'ipotesi dell'omicidio-suicidio continui a essere la più accreditata, col passare delle ore sono emersi diversi punti oscuri nella ricostruzione della strage di Sannicandro di Bari. Gli investigatori infatti non riescono a trovare la pistola di Michele Piccolo (quella che potrebbe aver sparato): è stato svuotato il pozzo nero, ma sul fondo c'era solo un orologio da uomo e nessuna arma. Inoltre, secondo la ricostruzione di Donato Chimienti, fratello della signora Maria, sarebbero spariti 1.000 euro prelevati da Claudio dalla cassa della farmacia del padre proprio prima di tornare a casa. Rilevante anche il fatto che, entrati nella villa, Chimienti e altri parenti avrebbero trovato la corrente staccata: "Abbiamo usato la luce dei telefonini per poterci muovere e riattivare il quadro elettrico", ha detto l'uomo agli inquirenti. Che cosa è successo realmente nell'abitazione dei Piccolo? Il signor Michele si è suicidato lasciandosi annegare in piscina dopo aver assunto un cocktail di farmaci che aveva preparato - pare - lui stesso, ma le incongruenze nella dinamica dei fatti a questo punto sono molte. E intanto da Bari è arrivata la notizia che Claudio, il figlio in coma, è clinicamente morto: le vittime di Sannicandro diventano dunque quattro.

Nessuno sa che cosa ha pensato Michele Piccolo, uno stimato farmacista di 55 anni, a un certo punto della sera tra venerdì e sabato, ma la cronaca racconta che l'uomo è tornato nella nella lussuosa villa a Sannicandro di Bari dove viveva con la sua famiglia e qui ha sparato in testa alla moglie, Maria Chimienti, e alla figlia diciannovenne Letizia, uccidendole. Poi ha aspettato che Claudio, l'altro figlio di 24 anni, rientrasse e ha colpito anche lui, ferendolo a morte. Quindi si è lasciato annegare nella piscina, dove l'hanno trovato i carabinieri.

Le foto della villa teatro della tragedia

E' un'inspiegabile tragedia familiare quella che ha travolto il piccolo centro a 12 km dal capoluogo della Puglia: Michele Piccolo era un noto professionista, proprietario di una farmacia nella vicina Acquaviva delle Fonti, ed è stato consigliere e assessore comunale dal 2007 al 2012. La moglie Maria, coetanea del marito e anche lei farmacista, era vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione, diritto allo studio, politiche per l'infanzia, pari opportunità, turismo e promozione delle tradizioni locali. E a rendere ancora più angoscioso il quadro è il fatto che la figlia, Letizia, avrebbe compiuto 20 anni lunedì 6 maggio e stava organizzando una grande festa per 70 persone proprio per la sera di sabato.

A dare l'allarme ai carabinieri sono stati gli amici dell'altro figlio, Claudio. La sua fidanzata, non riuscendo a contattarlo né sul cellulare né sul telefono di casa nonostante fossero rimasti d'accordo di sentirsi, si è preoccupata, e con alcuni altri ragazzi della compagnia si è recata alla villa dei Piccolo, ha scavalcato la recinzione e ha guardato dalla finestra, facendo la terribile scoperta.

Una volta arrivati sul posto, gli inquirenti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del capofamiglia, della mamma e di Letizia, mentre Claudio era ancora vivo, anche se in condizioni disperate. Ricoverato nel reparto di rianomazione del Policlinico di Bari, il giovane è in coma irreversibile e i parenti stanno valutando la possibilità di espiantare gli organi.

"Sono stato sul posto anche stanotte, non sono entrato nella villetta dove peraltro sono stato tante volte da amico, a noi resta lo sgomento per una tragedia che ha dell'incomprensibile. Erano persone normali, nulla poteva far presagire quello che è successo", ha dichiarato il sindaco di Sannicandro, Vito Novielli, aggiungendo che la signora Chimienti "era una donna che aveva tanta voglia di vivere era un persona molto espansiva".

Toccherà dunque ai carabinieri fare luce sulla vicenda. I militari e gli uomini della scientifica hanno effettuato rilievi tutta le notte nella lussuosa villa della famiglia Piccolo e al momento l'ipotesi più accreditata resta quella dell'omicidio-suicidio. Sembrerebbe esclusa la pista della rapina, perché non sono stati riscontrati segni di effrazione o violenza. Tuttavia non si trova la pistola regolarmente detenuta dal farmacista. Un altro tassello da mettere al suo posto per gli investigatori, che dovranno capire il perché di una simile tragedia.

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