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Putin avverte l'Isis: "Potremmo usare armi nucleari". Russia all'attacco in Siria, missili da sottomarino

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La campagna militare della Russia contro l’Isis e le altre formazioni islamiste che si oppongono con le armi al regime di Bashar al Assad prosegue e Putin alza i toni in vista delle prossime tappe di un conflitto evidentemente destinato a durare a lungo.

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A margine di un colloquio riservato col massimo responsabile della Difesa di Mosca Serghiei Shoigu, il leader del Cremlino ha ipotizzato l’utilizzo di testate nucleari come “extrema ratio” in caso di ulteriore escalation della guerra al Califfato ed agli alleati dei fondamentalisti, augurandosi che tale soluzione “non sia necessaria” senza tuttavia escluderla in partenza.

Poche ore fa, la Russia ha sferrato l’ennesimo attacco missilistico alle postazioni dell’Isis in Siria servendosi di una piattaforma nelle acque del Mediterraneo per lanciare tramite il sottomarino “Rostov-on-Don” numerosi Cruise di tipo 3M-54 Kalibr verso le roccaforti jihadiste nelle aree sotto il controllo degli uomini di Al Baghdadi.

(Vertice tra Putin e il ministro della Difesa russo: il punto sulla guerra in Siria)

Un’azione, quella confermata oggi dai principali media di Mosca, in grande stile sul modello dell’offensiva di novembre delle navi da guerra dislocate nel Mar Caspio e forse mirata ad avvisare i nemici dell’enorme potenziale bellico a disposizione di Vladimir Putin per la lotta al terrorismo dello Stato Islamico.

Le armi nucleari, citate dal numero 1 del Cremlino nel discorso seguito al summit col ministro della Difesa, sono i missili Kalibr e i razzi da crociera A-101 che secondo quanto espressamente affermato dallo stesso presidente della Russia potrebbero ospitare “testate non convenzionali” oltre alle normali dotazioni finora conosciute dalla stampa specializzata in materia militare.

Intanto, dalla Siria è arrivata proprio stamattina la notizia (molto gradita al Cremlino) della riconquista della città di Homs da parte dell’esercito legittimo di Damasco, grazie ad un accordo coi ribelli antigovernativi evacuati dalla loro roccaforte “storica” nel quartiere di Waer in cambio della resa incondizionata ai soldati di Bashar al Assad.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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