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Putin dal Papa con l'ombra di Ivan Safranov

E' previsto per oggi il primo incontro ufficiale in Vaticano fra il Papa Benedetto XVI e Vladimir Putin.
Il presidente russo si presenterà a Roma (dove in giornata incontrerà anche Romano Prodi e Giorgio Napolitano) con un'ombra minacciosa che comincia ad agitarlo, quella di Ivan Safranov, un altro giornalista "scomodo" scomparso in circostanze misteriose qualche giorno fa.

Intorno alle 16 del 2 marzo scorso Ivan Safranov sta rincasando dopo aver comprato una cesta di arance.
A casa però, quel pomeriggio, Safranov non torna: si suicida gettandosi dal pianerottolo del quinto piano della “Krusciovka” in cui abitava.
Ivan Safranov aveva 51 anni.

Marito, padre, nonno, ma soprattutto giornalista dell'autorevole "Kommersant".
Un suicidio che è maturato in circostanze alquanto strane e sul quale la procura di Mosca ha deciso di aprire un’inchiesta. Per adesso l’ipotesi di reato è quella di istigazione al suicidio.

Negli ultimi tempi il giornalista, fino all’inizio degli anni 90 ufficiale delle truppe missilistiche dell’Armata Rossa, si era interessato nel dettaglio del missile "Bulava" e dei suoi 3 lanci falliti, scoop che pare siano piaciuti molto poco ai vertici militari.

Cinque mesi fa ad essere assassinata è stata un’ altra giornalista, Anna Politkovskaja: un sicario l’aspettava all’ingresso della sua abitazione nella periferia di Mosca per poi spararle due colpi di pistola, uno al cuore e l’altro alla testa.
Giornalista di Novaja Gazeta, penna importante in prima fila in Cecenia, mediatrice durante l'assalto del teatro Dubrovka di Mosca del 2002 e detestata da Vladimir Putin per i suoi reportage, anche la Politkovskaja era scomoda. Troppo.
Tanto da eliminarla.

I dati sulla libertà d'informazione in Russia sono inquietanti. “Da quando Putin nel 2000 è arrivato alla Presidenza almeno venti reporter russi sono stati eliminati, avvelenati, pugnalati o uccisi a colpi di pistola. In nessun caso ci sono state condanne, anzi per molti di questi delitti non c’è stato neanche un arresto”, ha scritto Andrew Osborn sul "The Independent" di ieri che riporta anche l’opinione di Oleg Panfilov, presidente del Centro per il Giornalismo in Situazioni Estreme.
"Il problema è Putin che ama attaccare direttamente i giornalisti, è lui che crea l’atmosfera in cui poi chi ha interesse ad eliminarli agisce".

L'articolo riporta anche i nomi dei 20 giornalisti uccisi nell’era Putin. Con Safranov e Politkovskaya sono citati anche Vyacheslav Plotnikov,Yevgeny Gerasimenko, Alexander Pitersky, Magomedzagid Varisov, Pavel Makeev, Paul Klebnikov, Aleksei Sidorov, Yuri Shchekochikhin, Dmitry Shvets,Valery Ivanov, Natalya Skryl, Eduard Markevich, Adam Tepsurgayev, Sergey Ivanov, Iskandar Khatloni, Sergey Novikov, Igor Domnikov, Artyom Borovik.

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