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Pyotr Pavlesnky si taglia l'orecchio per protesta. A Novembre si era inchiodato i testicoli in piazza

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di Simone Rausi

Il nome Pyotr (per alcuni Petr) Pavlensky vi dice qualcosa? Probabilmente no. Eppure lo scorso Novembre tutto il mondo parlò di lui. Un altro indizio: provate a digitare il suo nome su Google, il suggerimento del motore di ricerca è “testicoli”. Esatto, Pavlesnky è l’artista estremo russo che undici mesi fa si inchiodò parte dell’apparato genitale alla Piazza Rossa di Mosca per protestare contro lo stato di polizia. Oggi Pavlesnky torna ad esporre la sua arte. Niente pennelli, lui preferisce i coltelli.

Le proteste choc delle Pussy Riot contro il potere russo

Chiamarlo artista concettuale – come lo definisce la sua pagina Wikipedia, in effetti, è riduttivo (probabilmente anche fuori luogo). Pavlensky è un attivista politico che si esprime con delle performance estreme. Dopo i chiodi nei testicoli oggi, a farne le spese, è stato il suo orecchio: tagliato senza indugi con un coltello da cucina. Pavlesnky si è spogliato nudo, è salito sul tetto della clinica psichiatrica Serbsky di Mosca e si è mozzato il lobo. L’attivista è stato raggiunto dalla polizia e trasportato – per il momento - in ospedale, presumibilmente una tappa intermedia prima del carcere (Pavlensky è già stato arrestato altre volte)

Il motivo della mutilazione, questa volta, è da ricercare nell’uso a fini politici della psichiatria. Pavlesnky si scaglia di nuovo contro istituzioni, polizia e governo e spiega il suo gesto che, in realtà, sarebbe una metafora: “Il coltello separa il lobo dell'orecchio dal corpo, come il muro di cemento della psichiatria divide la società della gente ragionevole dai malati di pazzia. Sta tornando l'uso della psichiatria per fini politici, l'apparato poliziesco si riappropria del diritto di definire la soglia tra la ragione e la pazzia” ha detto l’attivista.

La performance dei testicoli, video sconsigliato ad un pubblico sensibile:

Nelle immagini che vedete in apertura si può osservare Pavlensky impassibile e con lo sguardo fisso davanti a sé mentre un rivolo di sangue abbondante gli scende sul tronco nudo. Stessa impassibilità e stesso sguardo severo anche quando si è presentato nudo con del filo spinato avvolto o quando ha deciso di prendere ago e filo e di cucirsi le labbre per sostenere le Pussy Riot. Delle performance atroci e dolorosissime venate di splatter che, però, riescono nell’intento di far parlare di sé. Chissà quale ulteriore prezzo (oltre ai danni fisici) dovrà pagare l’artista.

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