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Quali saranno le conseguenze del surriscaldamento globale?

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Il nuovo forte campanello d’allarme per il temuto surriscaldamento globale porta la firma autorevole della NASA e mette in guardia il mondo intero sul concreto alto rischio di danni irreversibili di un clima fuori controllo alla già precaria “salute” della Terra.

Come e quando vedere lo spettacolare allineamento dei pianeti?

Secondo l’agenzia governativa responsabile della ricerca aerospaziale degli Stati Uniti, se nel corso del 2015 la temperatura aveva registrato numeri da record assoluto rispetto ai 136 anni trascorsi dall’inizio delle misurazioni ufficiali ad oggi, adesso si va verso l’ulteriore crescita della “febbre” di almeno un grado, come dimostrano i dati di gennaio.

In altre parole, il primo mese del 2016 ha non solo confermato il trend dei periodi precedenti (c’è un rialzo di 1,13 gradi sulle medie del trentennio 1951-1980) ma potrebbe preludere all’innalzamento progressivo e consistente del termometro di un pianeta ormai sull’orlo dell’emergenza: non si tratta di previsioni all’insegna del catastrofismo, considerata l’attendibilità delle fonti.

(Le temperature salgono e il pianeta Terra rischia il collasso? Guarda il video)

Quali sarebbero le conseguenze del surriscaldamento globale in mancanza di interventi shock da parte dei governi responsabili del disastro climatico? Prima di tutto, avvertono esperti del calibro di Stefan Rahmstorf (affermato ricercatore del Potsdam Institute), vi sarà una "tropicalizzazione" del pianeta con stagioni calde sempre più lunghe e il contemporaneo aumento del livello dei mari con probabili erosioni delle coste in diversi punti del mondo.

Altro effetto “collaterale” già sperimentato negli ultimi anni, destinato ad aggravarsi col passare del tempo se le autorità internazionali non riusciranno a prendere provvedimenti adeguati a difesa del pianeta, la scomparsa della biodiversità in qualche modo legata anche al consumo intensivo delle risorse naturali minacciate o addirittura compromesse dalla mano pesante dell’uomo.

Dopo le delusioni legate alle alterne sorti di passate intese come il Protocollo di Kyoto, i “potenti” del mondo stanno provando proprio in questi mesi a ridurre emissioni e uso di combustibili fossili sulla base dei cosiddetti accordi del Cop21, tuttavia ancora condizionati dall’indecisione di alcuni Stati poco propensi ad inseguire un modello di sviluppo sostenibile.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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