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Quando le Pin Up s'incazzano...

Era un evento per fini sociali, e infatti di socialità ce n’è stata parecchia. Un po’ inaspettata, forse, ma parecchia. La baraonda (2.0 e non) si è scatenata durante e dopo la serata di sabato 10 luglio all’Ecclesiaste di Roma.

Ricorderete senz’altro la copertura massima che byNight di Excite ha messo in piedi per l’evento di presentazione del Calendario delle ‘Pin Up del 2000’, in pieno stile con la linea del sito, attento al Burlesque e alle forme di intrattenimento che da esso derivano. L’appuntamento sarebbe stato l’occasione per mostrare il calendario ideato dall’associazione culturale Pin Up del 2000 di Simona Sessa che combatte anoressia, bulimia e disturbi alimentari. Dodici 'ragazze della porta accanto' (e dalle forme necessariamente non allineate al modello “stecco ducale” dominante, quindi dalla 44 in su) erano state chiamate per posare gratuitamente sposando la causa, così come alcuni fotografi.

Fin qui, tutto bene. Il polverone si è alzato quando ragazze e fotografi, in seguito all’evento, hanno gridato allo scandalo. Qualcosa deve essere andato storto durante la serata, partendo dall’organizzazione fino ad arrivare ai diverbi scaturiti tra l’ideatrice e alcune delle ragazze.

A detta del gruppo, ai fotografi sarebbe stato impedito di scattare senza una ragione plausibile e sarebbero state prese “a male parole” svariate partecipanti: l’ufficio stampa e comunicazione Sophie Lamour per aver chiesto una copia del calendario, la performer Dahlya Naif per aver chiesto un camerino dove cambiarsi. E’ proprio lei che racconta: “Dopo che la mia collega Tixianne Vengeance è stata cacciata dall'agenzia (associazione culturale, ndr), ho ricevuto da Simona Sessa una telefonata minatoria che diceva che se non avessi fatto come diceva lei, mi avrebbe buttato fuori. […] Durante l'evento pin up del 2000, sono mancate le cose minime che avevo chiesto per l'esibizione (e che mi erano state accordate), tra cui un posto per cambiarmi vicino al palco […] Ho dovuto cambiarmi in uno spazio all'aperto completamente buio ed equivoco, dove alcune pin up dispiaciute della mia condizione mi hanno aiutato. Ho dovuto cambiarmi in mezzo a vetri rotti e persone ubriache che mi hanno molestato. Il mio ragazzo è quasi stato aggredito nel tentativo di difendermi”.

Gli insulti sarebbero volati in più occasioni, secondo la testimonianza di Tixianne Vengeance (di cui sopra). Secondo lei la giornalista avrebbe attaccato i fotografi “mettendoli in cattiva luce con le altre ragazze dell’agenzia”. “Io ho dissentito dal suo comportamento – racconta - dicendo che non era quello il modo di risolvere la questione e che andavano ascoltate due campane prima di trarre giudizio e che aizzare persone contro i professionisti”. E qui, il patatrac: “La Sessa ha cominciato ad augrarmi il male, dicendo che al 5° mese di gravidanza in futuro dovrò stare cento volte peggio di come è stata lei leggendo le mie affermazioni, fatte in maniera del tutto educata e per niente offensiva”.

Insomma, pare che ad un certo punto, di tutto il roboante progetto sociale di the-girl-next-door a scopi sociali, sia rimasto solo un gran chiasso. Secondo alcuni adesso il calendario sarà interamente realizzato con foto dell’ideatrice. Una cosa è certa, i due fotografi mancheranno all’appello. Noemi Commendatore e Matteo Anatrella infatti, hanno spiegato: “Dopo l'evento di sabato 10 luglio a Roma,ci tiriamo fuori da questa pseudo agenzia,perchè stanchi già da tempo delle sue smanie di protagonismo e deliri di onnipotenza. Dopo esser stati pubblicamente offesi e diffamati all'evento di sabato sera,dopo tutto il tempo impiegato gratuitamente per un scopo sociale, abbiamo finalmente scoperto chi fosse in realtà la Sessa e quali i suoi veri scopi”.

Tali veri scopi sono tutti da dimostrare, ma un altro tassello lo mette Teresa Aiezza, in arte Terry Blackcherry, che spiega i suoi trascorsi con la signora. La ragazza in questione, dopo le pose per il calendario, ha ricevuto da parte di un fotografo una proposta per il servizio fotografico per un nuovo “con contratto in tfc (time for cd), una sorta di scambio alla pari tra il tempo impiegato dalla modella per posare e le foto ricevute in digitale”. La Sessa, a detta di Terry, non l’avrebbe presa affatto bene: “Ha minacciata di mandarmi via dall'agenzia se avessi posato senza richiedere un compenso economico (da cui lei avrebbe dovuto trattenere il 30%,secondo quanto affermato in un contratto firmato via internet)”. A foto fatte, poi, le avrebbe impedito di pubblicarle accompagnando il tutto con una serie di “Ricorda che non sei nessuno! se qualcuno ti cercasse per dei contratti è solo perché dietro c'è Simona Sessa!!!sono io che ti ho creata!! quelle foto non le vendi nemmeno per una pubblicità da quattro soldi”.

Racconti di altri presenti che esulano dal gruppo infine confermano l'atmosfera decisamente 'agitata' della serata, con diverbi tra l'organizzatrice che avrebbe tacciato un po' tutti di 'scarsa professionalità'.

E’ palese che la frittata sia più che fatta, anche se c’è sempre “l’altra versione”. Non essendo in possesso di una replica dell’ideatrice – che qualora volesse avrebbe spazio su queste pagine online – riportiamo le parole di Elisa Panzani su Facebook, che offre il suo racconto e i suoi commenti sull’accaduto. “Mi rendo conto che per chi non è addetto ai lavori e per la sensibilità labile di quattro ragazze di poco più di vent'anni, sia facile scambiare qualche normale diverbio in una tragedia – spiega su Facebook - Vorrei sottolineare che la cantante e performer presente alla serata, una professionista davvero, non ha posto problema alcuno a cambiarsi in un bagno. E' altrettanto vero che questa era la prima edizione dell'evento e possono capitare piccoli inconvenienti, oltretutto se come capita sempre, l'incarico di organizzare il tutto viene lasciato a terze persone, probabilmente poco idonee al compito loro assegnato. Questo per quanto riguarda i diverbi riportati in tutte le salse, in versioni diverse, nei blog e Facebook”. Ribadisce che tutti hanno contribuito senza scopo di lucro all’iniziativa che, come “qualsiasi altra si vogliaorganizzare e portare avanti nel tempo necessita di denaro”. Per questo, precisa: “E' quindi chiaro che il calendario autoprodotto dall'Associazione debba essere venduto. Alle ragazze che hanno partecipato e che lamentano di averlo fatto gratis vorrei ricordare che un book fotografico costa (solo per le foto) 400 euro circa. Alle ragazze è stato chiesto un contributo per il make up e l'acconciatura di 50 euro. L'associazione non richiede altro. Non richiede nemmeno una quota di tesseramento. Credo onestamente che per quella cifra, più che essere le ragazze a perderci denaro, sia l'agenzia a far loro un regalo”.

Poi le prospettive si ribaltano, e come le ragazze hanno accusato la Sessa di volerle rubare la scena, così la Panzani ipotizza che sia accaduto l’esatto contrario, ovvero che le partecipanti abbiamo in qualche modo voluto defraudare l’ideatrice.

A giorni di distanza la baranonda continua: Sophie Lamour parla di 'bavaglio' dopo la chiusura del suo account Facebook. La verità starà come sempre nel mezzo. O visto il contesto si potrebbe dire nelle mezze misure.

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