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Rabbino accoltellato a Milano, comunità ebraica in allarme: "Antisemitismo, rischi anche in Italia"

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Comunità ebraica e autorità in allarme a Milano per l’aggressione di ieri sera in via San Gimignano ai danni del rabbino ortodosso di 40 anni Nathan Graff, ferito (senza gravi conseguenze) da un ignoto passante, probabilmente per emulazione della cosiddetta Intifada dei coltelli in atto da un mese in Cisgiordania.

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Terrorismo è la parola che circola in queste ore nel capoluogo lombardo, con un’inevitabile eco arrivata immediatamente fino a Israele, dove la scia di sangue creata dagli attacchi individuali di “cani sciolti” palestinesi nei confronti di cittadini ebrei è ancora viva e l’allarme sicurezza ai massimi livelli.

Da Tel Aviv a Milano, il pericolo di una spirale di violenza incontrollata è crescente e non sono solo le istituzioni israeliane a parlare apertamente di allerta antisemitismo in tutto il mondo: nonostante la prudenza della polizia nella ricostruzione dell’episodio di via San Gimignano, la matrice razziale o religiosa risulta prevalente rispetto ad altre piste da seguire per spiegare l’accoltellamento di ieri.

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Dalle testimonianze raccolte sul posto dagli investigatori, sembra che l’aggressione sia stata “mirata” e che la persona armata di coltello (col volto coperto da passamontagna) abbia urlato una frase simile a “ti ammazzo” all’indirizzo del quarantenne rabbino di origini afghane poco prima dell’attacco avvenuto nei pressi di una pizzeria kosher.

Nathan Graff, ricoverato in ospedale subito dopo l’accoltellamento per le profonde ferite riportate sul corpo una delle quali di circa 7 centimetri, versa in condizioni stabili e la prognosi rimane riservata, ma comunque è fuori pericolo di vita secondo i bollettini ufficiosi forniti dai medici già in tarda serata.

Nessuna sottovalutazione del gesto nei commenti di rappresentanti di vario livello della comunità ebraica in Italia, orientata sul movente dell’antisemitismo come confermato dall’esponente romana Ruth Doreghello convinta che “l’appello dell’Isis per colpire ovunque Israele abbia fatto proseliti in ogni angolo del mondo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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