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Raffaele Sollecito, lacrime al processo: "Solo bugie". I Ris confermano tracce di Amanda nel coltello

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di Simone Rausi

È Raffaele Sollecito, con le sue dichiarazioni strozzate in gola dalla commozione, il protagonista della terza udienza del secondo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher. L'ex fidanzatino di Amanda Knox si lancia in una lunga confessione emotiva che non riguarda strettamente i fatti di cronaca ma le sue emozioni e la sua vita. "Sono Raffaele Sollecito" esordisce. "Prima di me arriva il mio nome trattato dai media, con commenti e descrizioni.

Raffaele Sollecito e Amanda Knox: baci a New York

Sollecito racconta i suoi anni a Perugia, quelli universitari, quelli dell'amore per la Knox, quelli che gli sono costati anni di accuse e mesi di carcere. "Ero un ragazzo di vent'anni, con una vita normale e tranquilla. Non mi piaceva neanche andare alle feste, non mi piace l'alcol, ma aver fumato qualche spinello non cambia quello che sono". Poi su Amanda, che definisce il primo vero amore, dice: "vivevamo gli albori di una storia molto spensierata, volevamo vivere la nostra favola: mi dispiace... E mi colpevolizzo nel non aver preso questa situazione sul serio dall'inizio". Una vita raccontata come una favola e poi trasformata in un incubo. Sollecito non trattiene le lacrime quando ricorda i sei mesi in isolamento in un carcere di massima sicurezza. "Non sono un assassino!" ripete più volte. "Sono stato arrestato per un'impronta di scarpa impressa nel sangue e attribuita a me: per otto mesi hanno portato avanti questa accusa, poi sbugiardata da un'altra perizia più precisa. Poi sono stato accusato per un coltellino a serramanico: anche quella un'altra immaginazione, sbugiardata". Già, il coltellino, lo stesso che sembrerebbe inchiodare la Knox. Secondo Andrea Berti, maggiore, della sezione biologia dei Ris, la traccia biologica sull'arma troverebbe una "concordanza del cento per cento" con quella di Amanda.

"Non ho mai conosciuto Rudy Guede" prosegue Sollecito. "Voglio solo una vita tranquilla, la normalità. Qui in Italia sono sempre sotto i riflettori, trovare lavoro è difficile. Ultimamente mi è stata offerta la possibilità di andare in vacanza a Santo Domingo e anche lì mi sono dovuto difendere da commenti di ogni genere, come se la mia vita e i miei interessi debbano essere sotto il giudizio di tutti".

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