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Ragazza americana cerca il cappello della mamma morta su Facebook: appello diventa virale

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Dopo la foto scattata da una turista e pubblicata sulla pagina Facebook del PDNY che ha fatto diventare Lawrence Deprimo - il poliziotto che ha regalato un paio di scarpe a un senzatetto di New York - un eroe moderno, il social network è di nuovo protagonista di una storia di solidarietà. L'appello dell'americana Bridget Hughes per ritrovare il cappello della mamma morta è infatti diventato letteralmente 'virale', con oltre 200 mila condivisioni da parte degli internauti, migliaia di commenti al post e una mobilitazione 'globale' per rintracciare il copricapo perduto.

Bridget Hughes, le foto su Facebook

Tutto ha inizio il 28 novembre, quando Bridget pubblica sulla propria pagina Facebook una foto di lei sorridente con in testa un cappello marrone e sotto una breve didascalia in cui racconta che il copricapo è l'unico ricordo che le resta della mamma, morta di cancro quando lei aveva 7 anni. "Questo è il cappello che mia madre indossava durante la chemioterapia. Mia zia me l'ha dato quando sono partita dopo la laurea ed è la sola cosa che ho di lei che posso portare sempre con me", scrive la ragazza, che spiega di aver perso il copricapo allo Sky Harbor International Airport di Phoenix, nella concitazione seguita alla cancellazione del suo volo per El Paso e al trasferimento in albergo.

La richiesta di Bridget è semplice, quanto toccante: il cappello vale pochissimo, economicamente, ma da un punto di vista affettivo non ha prezzo. "Ho perso la cosa più preziosa che possedevo. Mi appello al potere dei social media: quel cappello rappresenta lo spirito fiero, goffo, indipendente di quella donna che era mia madre", scrive la ragazza, nella speranza che la rete faccia da cassa di risonanza e l'aiuti a ritrovare il copricapo.

E il web - ancora una volta - non si fa pregare. Nel giro di pochi giorni l'appello è condiviso da più di 200 mila persone (per lo più residenti negli USA), i like sono oltre 36 mila e il diario di Bridget si riempie letteralmente di messaggi di auguri, speranza, solidarietà, oltre che di moltissime proposte di un nuovo cappello per 'provare' a rimpiazzare quello perduto.

Poliziotto regala scarpe a un senzatetto, la storia commuove il mondo

Dal giorno di pubblicazione dell'appello, la ragazza ha aggiornato più volte la pagina, ringraziando tutti per la grande partecipazione e, soprattutto, il personale dell'aeroporto di Phoenix, che si è mobilitato al completo per trovare il copricapo perduto e che si è sentito più volte con Bridget per aggiornarla. Fino a oggi, quando la ventitreenne ha scritto di aver chiesto di interrompere le ricerche, perché "il cappello è perso" e oltre a credere che "non si trovi più in aeroporto", dice di sentirsi a disagio per l'improvvisa, enorme popolarità di cui è diventata oggetto. "Il cappello è importante per me. E' una bella storia, ma onestamente penso che che ci siano molte persone al mondo con delle storie che andrebbero raccontate", ha postato Bridget su Facebook, concludendo: "Loro hanno fatto tutto il possibile. Il resto è nelle mani di Dio".

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