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Ragazza crocifissa a Firenze, torna l'incubo del mostro. Gli abitanti: "Un anno fa episodio simile"

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Sono numerosi gli indizi che inducono gli investigatori a pensare a forti analogie tra il caso della ragazza uccisa e crocifissa in una strada periferica alle porte di Firenze ed altri episodi verificatisi nella stessa zona, al confine tra il capoluogo toscano e Scandicci, negli ultimi anni.

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In particolare, molti abitanti del posto ricordano quanto accaduto circa 13 mesi fa nei pressi dell’ormai tristemente noto cavalcavia di Ugnano, dove una 46enne italiana venne soccorsa in gravi condizioni dopo aver subito atroci sevizie ed essere stata legata con un nastro ad una transenna. Si pensa, in questa prima fase delle indagini, alla possibile esistenza di un maniaco seriale che avrebbe collezionato abusi sessuali nel corso del tempo, sempre ai danni di prostitute, in prevalenza straniere ma non solo.

Mettendo insieme e confrontando gli elementi probatori raccolti in occasione dei fatti precedenti, ricchi di punti in comune con quello appena verificatosi non lontano dai “soliti” luoghi teatro di violenze e delitti balzati agli onori delle cronache o comunque scolpiti nella memoria dei cittadini, l’identikit (risalente a marzo del 2013 e basato sul racconto della donna trovata in fin di vita a nordovest di Firenze) di un uomo tra i 50 e i 60 anni, italiano e di corporatura tarchiata, potrebbe essere un punto di partenza per il lavoro degli inquirenti.

La dinamica dell’uccisione della giovane di 26 anni, legata ad un palo forse al termine di una lunga serie di sevizie e prima ancora violentata, sembra essere coerente al quadro ricostruito l’anno scorso in seguito alla testimonianza della donna picchiata e immobilizzata sotto il medesimo ponte alla periferia fiorentina.

Il dettaglio della crocifissione, sul quale le cronache locali e nazionali si sono ampiamente soffermate nelle ultime ore, dovrebbe avere invece un peso relativo, non essendo evidentemente indizio di una volontà precisa del “mostro” di dare un significato particolare alla punizione della povera vittima. Quanto alla morte di Andrea Cristina Zamfir, pare assai probabile che sia avvenuta dopo un disperato ed inutile tentativo da parte della ventiseienne cittadina rumena di liberarsi dai nastri stretti intorno al suo corpo dal seviziatore.

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