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Ragazzo seviziato a Napoli con un compressore, parla la madre: "Immobilizzato a forza e torturato"

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Sarà la famiglia l’alleato più importante di Vincenzo, 14enne seviziato "per gioco" da tre ragazzi all’interno dei locali di un autolavaggio nella periferia di Napoli.

Abusi su un 14enne a Pianura, il “branco” manda in fin di vita una giovane vittima

Dopo il ritorno a casa del figlio, i genitori dell’adolescente vittima dell’assurdo atto di violenza consumato 3 settimane fa da un “branco” di malintenzionati nell’esercizio commerciale in via Padova a Pianura, si sono stretti attorno al ragazzino per consentirgli di affrontare nel migliore dei modi il lungo periodo di recupero che lo attende.

Il principale responsabile dell’aggressione ai danni del malcapitato preso di mira dai bulli in quanto “obeso”, il disoccupato di 24 anni Vincenzo Iacolare, si trova attualmente in carcere e tramite i suoi legali attende la pronuncia del Tribunale della Libertà in merito all’istanza di revoca della detenzione in cella.

Per i due complici dell’autore degli atroci abusi ai danni del giovane napoletano, non sono state al momento formulate le accuse di tentato omicidio e violenza sessuale sulle quali sta lavorando da giorni il pubblico ministero Fabio De Cristoforo come imputazioni a carico del ventiquattrenne di Pianura, arrestato dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e “scaricato” dagli amici in sede di interrogatorio davanti agli inquirenti.

(Sevizie al 14enne di Pianura, presto l'incontro della famiglia con Papa Francesco)

Sull’episodio, oltre ai racconti già riportati dalle tv e dalla stampa locale nei giorni scorsi, emergono altri dettagli riferiti dalla madre di Vincenzo e messi agli atti dai titolari dell’indagine: “Mio figlio è stato immobilizzato, ha provato a liberarsi ma loro hanno agito con forza ha rivelato la donna riportando le parole pronunciate a fatica dal ragazzo seviziato prima di scoppiare a piangere e lasciarsi andare alla disperazione.

La brutalità dei tre assalitori, divertiti dall’idea di “punire” la loro preda con uno strumento di tortura (il compressore) tanto artigianale quanto pericoloso, ha facilmente prevalso sul povero Vincenzo, costretto ad arrendersi alle sevizie dopo un inutile tentativo di resistenza.

Uno scenario degno di un film dell’orrore, che purtroppo conferma in maniera inequivocabile l’esistenza di fenomeni (probabilmente non del tutto isolati) di degrado e violenza nel cuore delle nostre città.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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