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Ragazzo suicida a Roma perché gay: "Omofobi devono fare i conti con la loro coscienza"

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21 anni e l'incapacità di reagire a una situazione che lo stava schiacciando, così un giovane ha deciso di farla finita gettandosi nella notte tra sabato e domenica dall'undicesimo piano del comprensorio della Pantanella, l'ex pastificio di via Casilina a Roma. A spiegare il suo gesto un messaggio di rassegnata disperazione e dolore, ma anche un atto d'accusa: "Sono gay. L'Italia è un Paese libero, ma esiste l'omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza".

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Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato San Lorenzo: per ora non trapelano informazioni, ma benché gli inquirenti al momento non abbiano esplicitato alcuna ipotesi di reato, sembra che le indagini procedano a 360°, anche in direzione di eventuali vessazioni subite dal giovane e di atti che possano averlo istigato al suicidio.

E se così fosse, nella Capitale si tratterebbe del quarto caso in dodici mesi. A novembre del 2012, infatti, Andrea - quindicenne studente del liceo scientifico Cavour - si è impiccato con una sciarpa nella tromba delle scale di casa perché deriso dai compagni per il suo modo di vestire e i suoi atteggiamenti, definiti effemminati. A maggio, poi, un sedicenne di origini romene ha cercato di farla finita lanciandosi da una finestra della scuola da lui frequentata, un istituto tecnico in zona Marconi, perché esausto per gli sfottò di cui era oggetto: fortunatamente la caduta è stata attutita da alcune auto e se l'è cavata 'solo' con le caviglie rotte. Questa estate, infine, un altro ragazzo giovanissimo, di appena 14 anni, si è ucciso lanciandosi dal terzo piano della sua abitazione, spiegando in un biglietto: "Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia".

Tre tragedie e una sfiorata, sulle quali è intervenuto Fabio Marrazzo, portavoce di Gay Center: "Il suicidio del ragazzo di 21 anni a Roma è un altro fatto tragico. Aspettiamo di avere maggiori informazioni, ma se come si apprende si tratta di un ragazzo gay, siamo di fronte ad un ennesimo caso", ha detto, aggiungendo: "Alla nostra linea verde Gay Help Line riceviamo 2 mila contatti all'anno e dai dati in nostro possesso risulta che un omosessuale su dieci nella sua vita ha pensato al suicidio". Numeri da emergenza sociale, per i quali Marrazzo ha poi rivolto un appello direttamente alle autorità: "E' ora di dire basta. Le istituzioni diano una risposta urgente nella lotta all'omofobia e nell'allargare la sfera dei diritti gay".

E anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha espresso profonda preoccupazione e dolore per l'accaduto dalla sua pagina Facebook: "Un altro suicidio di un ragazzo gay di 21 anni a Roma. Quello dell'omofobia è un dramma straziante a cui dobbiamo porre fine, lo dobbiamo a tutti i giovani e a tutte le famiglie perché è inaccettabile che simili drammi succedano ancora".

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