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Raoul Bova, sequestro di 1,5 milioni di euro da parte del Fisco: "Accanimento. Sto già pagando"

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E' stato ordinato ieri dalla Procura di Roma il sequestro preventivo di 1,5 milioni di euro ai danni di Raoul Bova, dopo che in giornata erano uscite indiscrezioni su una presunta evasione fiscale da parte dell'attore. Il provvedimento dunque è già stato attuato, anche se in base a quanto riporta l'Ansa la vicenda è tutto meno che chiara.

Raoul Bova indagato per evasione fiscale: 1,5 milioni di euro la sanzione in caso di condanna

Per prima cosa, infatti, Bova all'Agenzia (e poi anche con un comunicato sulla sua pagina Facebook) ha voluto precisare "che non si tratta di una evasione fiscale, come riportato dagli organi di stampa, e tantomeno riguarda questioni inerenti l'Iva" e che "il procedimento penale aperto nei miei confronti" ha preso il via da una "ritenuta elusione fiscale", nata da quello che è stato considerato dal Tribunale del Riesame un "abuso di un mio diritto". Per questa ragione, l'attore si è detto dispiaciuto per "l'accanimento dei giudici", che hanno agito "come se fossi un delinquente pronto a far sparire i miei averi, come se non stessi pagando al Fisco quanto dovuto".

Eh già, perché l'altro punto della vicenda emerso solo parzialmente (quando non del tutto) nelle diverse notize riportate ieri da stampa e media è che Bova sta già provvedendo da tempo a mettere in regola la sua posizione con il Fisco. "A seguito delle contestazioni della Agenzia delle Entrate, del fatto che i miei amministratori hanno compiuto un errore di cui ora pago le conseguenze", ha spiegato l'attore all'Ansa, "con l'ausilio dei miei consulenti ho deciso di definire immediatamente un accordo, in base al quale sto da tempo pagando quanto è poi risultato da me dovuto a seguito delle verifiche e delle intese con l'Agenzia delle Entrate".

Dunque, non di evasione ma di elusione fiscale si tratta, ovvero, come riporta Wikipedia, "la pratica di porre in essere un negozio giuridico, da parte di un contribuente, al solo fine di pagare meno tributi" ed è considerata "giuridicamente lecita", a meno "di alcune precise circostanze", che possono determinare "lo sfavore della normativa speciale in materia fiscale".

"Precise circostanze" che evidentemente si sono verificate nel caso di Bova, che non nega, ma che vuole che sia chiaro che sta già provvedendo a porre rimedio all'errore (peraltro non suo) e che non è un delinquente. "Si sta operando su di me con un sequestro che non ha alcuna ragione di esistere, sia perché sto pagando il debito fiscale, di gran lunga inferiore al valore del sequestro, sia perché, tengo a precisare, non ho commesso alcun reato, come detto e scritto, prima di questo provvedimento, da altri giudici penali", ha detto infatti l'attore.

Per questa ragione, l'interprete di tante serie tv e film di successo si è detto altresì convinto "di riuscire a dimostrare in tribunale il fatto che non ho compiuto alcun reato", affermando che reagirà "per evitare che lo Stato, attraverso le sue articolazioni che non dialogano tra loro, pretenda da me, del tutto ingiustamente, che paghi due volte per lo stesso debito".

Insomma, una brutta storia, che ha sbattuto Bova in prima pagina in un momento già di per sè difficile per lui e per la famiglia - voci infatti lo darebbero in crisi con la moglie Chiara Giordano - ma che registra anche un aspetto positivo. L'attore, infatti, alla fine della sua dichiarazione all'Ansa ha voluto ringraziare la Guardia di Finanza, "che per due anni ha operato con la massima professionalità e riservatezza, vanificata oggi che la Procura ha ottenuto il sequestro". "Spero che la faccenda si chiuda al più presto", ha concluso Bova, che ha detto di voler "riprendere serenamente il mio lavoro, che è sostanzialmente di set, e non di libri contabili, fatture e tribunali".

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