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Redazione Esteri del Tg5 protesta per il mancato uso di inviati

Con un comunicato la redazione Esteri del Tg5 ha fatto sentire la propria voce. In disappunto con la Direzione per mancanza di inviati che possano seguire e raccontare dal vivo i fatti nelle zone in cui avvengono, la redazione chiede quale sia il suo futuro.

Di seguito il contenuto del comunicato diramato dalla redazione Esteri del Tg5: "A seguire per il Tg5 le prossime elezioni israeliane sarà la collega della redazione di Milano Werblosky. La scelta è determinata dal fatto che la collega si trovi in Israele in vacanza, in coincidenza con l'appuntamento elettorale. Il commento sull'episodio è superfluo. Qualsiasi giustificazione imbarazzante. E' utile invece ricordare che nessuno tra gli avvenimenti internazionali di rilievo di questi ultimi mesi sia stato seguito dalla redazione esteri, con un inviato. Il conflitto nel Caucaso, gli scontri di piazza ad Atene, gli attentati di Mumbai, la crisi a Gaza, l'insediamento di Obama, ed ora il voto per la Knesset. Argomenti con i quali ovviamente abbiamo aperto il giornale per giorni e giorni. Argomenti che non abbiamo mai seguito 'dal vivo', se non grazie a Toni Capuozzo che, impegnato dal confine israeliano per 'Terra', ci ha dato una mano, come sempre con bravura, professionalità e modestia, e a Francesca Forcella che, da sola, ha contrastato le armate Rai e Sky che a Washington per il D Day di Obama schieravano più di una ventina di microfoni tra inviati e corrispondenti. Le ragioni di quanto stia avvenendo le chiediamo alla direzione. Ci piacerebbe capire quale sia il futuro del nostro lavoro. Nessuna mania di protagonismo, solo la legittima aspirazione ad essere lì dove accadono i fatti che vogliamo raccontare. Almeno qualche volta. La redazione Esteri".

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