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Reggio Calabria, bomba contro la casa del procuratore generale

Atto intimidatorio contro il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. Un ordigno è stato fatto esplodere davanti al portone dell'abitazione del magistrato, nella zona Parco Casoria. Nel condominio dove abita di Landro vivono altre quattro famiglie. Al momento dell'esplosione il procuratore si trovava a casa con la moglie. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito e il palazzo non ha subito danni strutturali. Salvatore Di Landro è procuratore generale a Reggio Calabria dallo scorso 26 novembre.

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Sul luogo sono subito subito giunti i carabinieri, la polizia di Stato e il pm di turno della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Gli investigatori sono convinti che l'intimidazione fosse diretta proprio contro il procuratore generale e, secondo i primi accertamenti, l'ordigno, collegato ad una miccia a lenta combustione, sarebbe stato confezionato con del tritolo.

Commentando l'accaduto, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto: 'Lo Stato è vicino al procuratore generale Di Landro e a tutta la magistratura reggina. Questo ultimo ennesimo vile atto intimidatorio conferma la bontà dell'impegno finora profuso nel contrasto all'ndrangheta, ma ci impone di mantenere alto il livello di guardia. Quanto è accaduto rafforza la determinazione del Governo nel portare avanti la lotta alla criminalità mafiosa, cosa che abbiamo fatto finora adottando provvedimenti sempre più incisivi che ci hanno consentito di raggiungere traguardi prestigiosi. La criminalità, come una bestia ferita è in difficoltà, ma proprio per questo siamo consapevoli di quanto possa essere pericolosa'.

Ai giornalisti Di Landro ha detto: 'Contro di me, a partire dall'attentato a gennaio contro la Procura generale, c'è stata una tensione malevola e delittuosa crescente, da parte della criminalità organizzata, che si è personalizzata. Vogliono farmela pagare, evidentemente, per il fatto che ho sempre ed in ogni circostanza fatto il mio dovere di magistrato. Dall'attentato del tre gennaio l'attenzione negativa nei miei confronti è aumentata sempre più fino all'attentato della scorsa notte, che rappresenta il culmine di questa strategia. Evidentemente a qualcuno non sta bene che io abbia sempre agito senza infingimenti e sulla base di quella che ritenevo essere la verità, rispettandola fino in fondo. Sono sempre stato in buona fede e ho sempre agito col massimo scrupolo, pur comprendendo che posso sbagliare anch'io, come tutti, ma sempre in buona fede. Una linea di condotta che ha sempre caratterizzato la mia gestione della Procura generale di Reggio Calabria, di cui ho assunto la guida nel novembre del 2009'. Il procuratore ha poi sottolineato di essere 'grato a quanti, soprattutto colleghi, mi stanno chiamato per esprimermi la loro solidarietà. Il mio cellulare ed il mio telefono di casa, da quando si è diffusa la notizia, non smettono un attimo di squillare'.

Foto: youtube.com

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