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Renato Vallanzasca, semilibertà revocata dopo l'arresto per furto: "Mi hanno incastrato, non ho rubato"

Dopo l'arresto un mese fa per furto, Renato Vallanzasca si è visto revocare il regime di semilibertà: la decisione è stata assunta dai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano ed è stata confermata da fonti legali.

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Un epilogo singolare, quello della vicenda giudiziaria di Renato Vallanzasca: condannato a 4 ergastoli e a 296 anni totali di carcere, il re della mala milanese degli anni '70 e '80 aveva ottenuto il regime di semilibertà nel 2013, con l'assegnazione ai lavori socialmente utili presso la comunità 'Il Gabbiano' e la possibilità di trascorrere ai domiciliari i fine settimana.

Qualche settimana fa l'episodio che gli è costato la revoca del regime di semilibertà: Vallanzasca è stato fermato per rapina impropria in un supermercato dell'Esselunga, a Milano. Era uscito dal negozio senza pagare due paia di boxer, delle lamette, articoli da giardinaggio ed altri oggetti di uso comune. Sorpeso da un addetto all'antitaccheggio e arrestato dai carabinieri, Vallanzasca è stato processato per direttissima: all'udienza del 10 luglio scorso si è presentato in aula a Milano definendosi "innocente".

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Secondo la sua versione, un giovane incontrato nel supermercato lo avrebbe incastrato infilandogli gli oggetti nella borsa: "Sono stato vittima di un complotto - ha sostenuto il Bel René - Perché mi è stata fatta una cosa del genere non lo so; so soltanto che entro Natale avrei dovuto discutere della mia liberazione condizionale per poter tornare libero". Durante il processo per direttissima, al giudice ha spiegato di aver visto "un giovane di 30 anni che mi ha chiamato e ha iniziato a parlarmi. Si è presentato come un mio conoscente e ha testimoniato di essere stato a tavola con me a un matrimonio". Il ragazzo, un certo Pino, si sarebbe offerto di portargli la borsa nera contenente gli abiti sporchi utilizzati nel penitenziaio di Bollate. Mentre era al bancone della salumeria, Vallanzasca avrebbe perso di vista il ragazzo e lo avrebbe poi ritrovato direttamente alle casse, dove un addetto dell'antitaccheggio ha fermato l'ex bandito chiedendo di vedere cosa avesse in borsa, trovandovi una serie di oggetti di scarso valore (circa 70 euro). Di qui l'arresto, che lo ha portato nuovamente davanti sul banco degli imputati.

Ascoltato dai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Renato Vallanzasca avrebbe detto di essere "molto stanco" e di voler semplicemente "riprendere il mio percorso con il mio lavoro, la mia compagna, con i miei 'mattarelli' con la comunità 'Il Gabbiano', con i magistrati e gli educatori". L'avvocato Debora Piazza che lo ha assistito in udienza ha definito la revoca della semilibertà una decisione che "mal si coniuga con i principi rieducativi della pena e della presunzione di innocenza, che sono principi cardine del nostro ordinamento".

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