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Respinta la mozione Calderoli: Bassolino resta

La "mozione Calderoli", dal nome del suo primo firmatario, presentata ieri in Senato e finalizzata allo scioglimento del Consiglio regionale della Campania con annessa rimozione del Presidente Antonio Bassolino, è stata respinta. Il documento è stato bocciato con 144 no, 141 sì e 5 astenuti.

Non si è trattato però di un risultato frutto di accordi e alleanze interne alla maggioranza (tra l'altro spaccata sulla questione rifiuti) bensì, clamorosamente, di una defaillance della stessa CDL. I voti necessari sono venuti meno a causa dell'assenza in aula di ben 12 senatori di Forza Italia. La loro presenza avrebbe permesso di sfrattare Bassolino dal Governo campano con molta facilità.

Il promotore ha così commentato la "sconfitta": "Abbiamo perso una occasione che difficilmente ci ricapiterà Oggi c'era quasi una congiuntura astrale che non si ripeterà tanto facilmente: c'erano i senatori dell'Udeur assenti, mancavano tutti i senatori a vita, quelli di Dini votavano con noi. Potevamo mandare a casa Bassolino e magari anche Prodi. Eppura Forza Italia lo sapeva bene che le mozioni si votavano oggi".

Dal fronte della maggioranza, il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto ha chiesto una presa di distanza da Bassolino, intervenendo a Napoli al Comitato regionale d'urgenza del partito: "Ai compagni di Rifondazione e agli amici Verdi chiediamo di uscire subito dalla giunta Bassolino. Vi chiediamo accoratamente di separare, ancorché tardivamente, le vostre responsabilità da quelle di Bassolino". Ha poi chiuso il suo intervento chiedendo al governatore di seguire l'esempio di Mastella: "Mastella ha fatto un gesto che apprezziamo. Le dimissioni offerte per ridare credibilità alle istituzioni gli fanno onore. Cosa aspetta Bassolino a fare altrettanto? Glielo chiediamo per il bene di Napoli, per il bene della Campania".

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