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Rientrate le salme di Mauro Gigli e Pier Davide De Cillis

Accolte a Ciampino dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono rientrate questa mattina le salme dei due militari morti ieri in Afghanistan. Ad ucciderli un ordigno rudimentale esploso a Herat. I due militari, il primo maresciallo Mauro Gigli del 32° reggimento Genio Guastatori di Torino e il caporal maggiore capo Pier Davide De Cillis del 21° reggimento Genio Guastatori di Caserta, erano impegnati nelle operazioni di disinnesco. Potrebbe essersi trattato di una trappola.

Ad accompagnare nel viaggio i feretri avvolti nella bandiera tricolore il generale di corpo d'Armata Giorgio Cornacchione, comandante del Comando operativo di vertice interforze. Nel pomeriggio al Celio sarà allestita la camera ardente, dalle 15 alle 16.30, e poi, alle 18, si svolgeranno le esequie solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.

L'esplosione ha causato il ferimento anche di un poliziotto afghano e di un capitano italiano, Federica Luciani, le cui condizioni non destano preoccupazione e che ha chiesto di non fare rientro in Italia.

Al Corriere della Sera ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha spiegato che 'questo e il prossimo saranno i mesi più pericolosi'. In un'informativa al Senato il ministro ha confermato l'impegno dell'Italia nella missione in Afghanistan. 'Ce lo chiede la nostra coscienza di italiani - ha detto La Russa - Il nostro contingente è destinato a raggiungere quasi 4mila unità entro la fine dell'anno. Resta fermo l'obiettivo di operare affinché la missione di controllo del territorio possa passare, a partire dal 2013, sotto la responsabilità delle forze afghane in modo da disimpegnare i nostri militari'.

 (foto © LaPresse)

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