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Rifiuti, a Terzigno ritrovate tre bombe a mano

L'emergenza rifiuti a Napoli e provincia sembra senza fine. La città è ancora invasa dalla 'monnezza', la Lega non vuole la spezzatura del Sud al Nord e a Terzigno la tensione è di nuovo alta. Gli autocompattatori non sono riusciti a superare la zona bloccata per sversare i rifiuti nella Cava Sari, considerata agibile e non dannosa per le falde acquifere.

I video degli scontri alla discarica di Terzigno

I manifestanti si sono riversati in strada per poco tempo a causa della pioggia battente, ma nel pomeriggio di ieri, nella zona intorno alla discarica, la Digos di Napoli ha ritrovato tre bombe a mano. Gli ordigni, di fabbricazione jugoslava, erano perfettamente funzionanti e pronti ad esplodere, ed erano ben mimetizzate nella folta vegetazione. La polizia, per questo, ha aumentato i controlli agli autocompattaori per evitare un'ulteriore tragedia.

Il questore di Napoli, Santi Giuffrè, ha spiegato: 'Gli ordigni sono stati prelevati e fatti brillare adesso continueremo, come sempre, a fare il nostro lavoro anche se è impossibile cercare materiale pericoloso, al buio, e sull'intero territorio cittadino'. Intanto il miracolo del Berlusconi bis non c'è stato, ma la politica si allerta per questa nuova emergenza rifiuti e al momento sono stati dati ulteriori poteri al presidente della regione Stefano Caldoro.

La questione si fa ancora più grave, perché il problema dei rifiuti investe anche un'altra città del sud, Palermo. Il problema nasce dall'azienda comunale Amia, che non riesce a garantire la pulizia della città, per questo in molte zone sono stati accesi roghi intorno ai cumuli d'immondizia da cittadini esasperati.

 (foto © LaPresse)

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