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Rignano Flaminio, assolti tutti gli imputati

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5 anni per stabilire che gli imputati del processo sui presunti abusi sessuali ai danni dei bambini dell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio sono innocenti. Il giudice del Tribunale di Tivoli in primo grado ha assolto le cinque persone, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, e la bidella Cristina Lunerti, dalle accuse di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, atti contrari alla pubblica decenza, con l'aggravante delle sevizie. Il fatto non sussiste.

Nessuna condanna almeno per il momento richiesta dal pm Marco Mans che aveva proposto 12 anni di carcere per ciascun imputato. Ci sarà ancora da attendere il processo di secondo grado e l'appello alla Cassazione. L'inchiesta era partita nel 2007 quando i genitori di un gruppo di 20 bimbi aveva denunciato i presunti abusi.

Dopo la lettura della sentenza, i genitori presenti in aula come parti civili hanno urlato contro i giudici prendendo poi a calci e pugni la porta dell'aula. "Siamo molto amareggiati per questa sentenza, perchè significa che i giudici non hanno dato credito alla vicenda. Certo non ci fermeremo qui" ha detto l'avvocato Pietro Nicotera, difensore di parte civile per conto di due famiglie. "La sentenza ci lascia con l'amaro in bocca. Un punto fermo era l'incidente probatorio che aveva riconosciuto la sussistenza degli abusi ai danni dei bambini, ma il tribunale ha ritenuto di non condividere quelle conclusioni". hanno aggiunto gli avvocati di parte civile Luca Milani e Antonio Cardamone, "non ci resta che aspettare le motivazioni per capire quali criteri abbia seguito il collegio giudicante per assolvere gli imputati da ogni accusa".

Sì è detto soddisfatto dalla sentenza il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "Salutiamo positivamente la sentenza di Rignano, che ci auguriamo chiuda una incredibile vicenda di caccia alle streghe". Esprime al contrario molta preoccupazione l'associazione in difesa dei bambini, Telefono Azzurro, che pone una domanda tramite la diffusione di una nota: "Come stanno i bambini coinvolti?. "E' necessario - conclude la nota - combattere la pedofilia sul fronte culturale e fare luce su un fenomeno il cui sommerso è ancor più sconcertante dei numeri che emergono".

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