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Rignano, una teste: "La mamma mi ha parlato delle maestre cattive"

Un duro colpo per l'accusa le dichiarazioni di una bambina di cinque anni rese ieri in incidente probatorio davanti al gip di Tivoli Elvira Tamburelli. "Le maestre sono cattive perché dicevano cose brutte ai bambini, me lo ha detto la mamma" queste le parole della piccola.

La deposizione della bambina, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte violenze compiute da alcune maestre nella scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio, è durata oltre un'ora e mezza. "Io non c'ero - ha detto la bimba - non sono mai uscita dalla scuola. Io non ho mai partecipato a gite. Dei giochi me ne hanno parlato gli altri bimbi e alla mamma l'ha detto la mamma di un altro bambino".

Ad essere accusate dell'orribile reato oltre alle quattro maestre - Patrizia Del Meglio, Assunta Pisani, Silvana Candida Magalotti, Marisa Pucci - anche la bidella Cristina Lunerti, l'autore tv e marito di una delle insegnanti Gianfranco Scancarello e un immigrato dello Sri Lanka che lavorava a un distributore dei benzina Kelum Weramuni De Silva.

"Oggi - ha sottolineato Domenico Naccari, avvocato di De Silva - c'è la conferma dell'inconsistenza del quadro accusatorio, come affermavamo da tempo". Di avviso diverso l'avvocato Mirko Mariani, parte civile nel procedimento e difensore di fiducia dei genitori della piccola. "Escludiamo che la bambina sia stata sottoposta a qualsiasi forma di induzione - ha detto Naccari - riteniamo che la piccola abbia risposto in questo modo come forma di difesa, in sostanza è stato un suo meccanismo. Non c'è alcuna svolta. La bambina cerca di evitare qualsiasi domanda e risposta sull'argomento e per questo riferisce di aver appreso tutto dalla mamma per evitare altri approfondimenti. Del resto anche in passato, durante gli incontri con i periti, la piccola ha messo in atto questo comportamento difensivo evitando di riferire episodi specifici. Non dobbiamo comunque dimenticarci che la bimba è risultata positiva alle benzodiazepine dopo l'analisi tossicologica effettuata sui capelli".

Per la prima volta ieri sono state smentite le accuse. Tutti gli altri bambini ascoltati in precedenza, infatti, avevano detto di aver fatto dei "giochi brutti". Ma dopo le parole della piccola, ritenuta un teste valido in seguito a un precedente esame, i legali degli indagati parlano sempre più con convinzione di "induzioni e suggestioni". "Si conferma quello che andiamo dicendo da un anno e mezzo - ha affermato l'avvocato Giosuè Naso, difensore della Magalotti - questo processo è basato sulla suggestione evocata da uno o due genitori. Genitori che non hanno saputo elaborare con equilibrio e maturità alcuni segnali di disagio manifestati dai loro piccoli".

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