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Rita Levi Montalcini: è morta a 103 anni la senatrice premio Nobel per la medicina

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Rita Levi Montalcini si è spenta a 103 anni, nella sua casa di Roma: neurologa e senatrice a vita, scienziata che ha dato lustro all'Italia nel mondo, la Montalcini ha conquistato il premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (o NGF), su cui ha concentrato i suoi studi a partire dagli anni '50.

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Inizia giovanissima gli studi di medicina: a soli vent'anni entra nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi, dove tra i suoi compagni universitari incontra i due futuri premi Nobel Salvador Luria e Renato Dulbecco. Qui inizia le ricerche sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita. Si laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode all'Università di Torino, specializzandosi successivamente in neurologia e psichiatria.

Costretta ad emigrare in Belgio durante il regime fascista, tornò a Torino nel 1940, partecipò allestendo un laboratorio domestico situato nella sua camera da letto, dove insieme a Giuseppe Levi studiò il ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali nella differenziazione dei centri nervosi. Nel 1947, su invito del biologo Viktor Hamburger, prese la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University: iniziò così la sua trentennale permanenza negli Stati Uniti. Qui realizzò gli esperimenti che la condussero, nel 1951-52, dalla scoperta del fattore di crescita nervoso, proteina fondamentale per la crescita e la differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Nel 1944 entrò come medico nelle forze alleate e fu impiegata presso il Quartier Generale anglo-americano.

Le sue ricerche decennali sull'NGF e sul suo meccanismo d'azione, le valsero nel 1986 il Premio Nobel per la medicina insieme al suo studente biochimico Stanley Cohen, con questa motivazione: "La scoperta dell'NGF all'inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo". L'ammontare del premio fu in parte devoluto alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.

Rita Levi Montalcini ha ricoperto ruoli di spicco in molti istituti di ricerca e fondazioni scientifiche: direttrice del Centro di Ricerche di neurobiologia creato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) presso l'Istituto Superiore di Sanità dal '61 al '69, rivestì la carica di Direttrice del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) culturali nei dieci anni successivi. È stata socia nazionale dell'Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche, presiedente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana e socia fondatrice della Fondazione Idis-Città della Scienza.

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La scienziata è stata anche la prima donna ad essere ammessa alla Accademia Pontificia delle Scienze. Il primo agosto 2001 è stata nominata senatrice a vita per gli altissimi meriti nel campo scientifico e sociale: nel 2006, anno della vittoria dell'Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche, rinuncia alla presidenza del Senato provvisoria che le spettava per anzianità nel periodo d'elezione a causa dei problemi causati dalla ridotta capacità visiva.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha commentato così la perdita del scomparsa di Rita Levi Montalcini: "E' un gravissimo lutto, non solo per la città di Roma e per l'Italia ma per tutta l'umanità. Una persona che ha rappresentato la coscienza civile, la cultura e lo spirito di ricerca del nostro tempo e che ha saputo mettere insieme il rigore scientifico col massimo livello di umanità. Tutta Roma è addolorata per questa tristissima notizia".

L'intera comunità scientifica ha espresso cordoglio per la perdita. Tutta la classe politica ne ricorda la grandezza nel campo scientifico, insieme all'impegno civile e al grande senso delle istituzioni. Rita Levi Montalcini si è spenta senza soffrire, ha lavorato e studiato fino all'ultimo dei suoi giorni.

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