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Rivera: "Non volevo offendere ma far riflettere"

Ha chiesto scusa Andrea Rivera. Non voleva che le battute da lui lanciate sul palco di San Giovanni si trasformassero in una crociata contro di lui.
L'Osservatore Romano l'ha bollato come terrorista ma lui non ci sta e dice la sua sulle colonne del Corriere della Sera. "Io sono cattolico. Ma di un certo tipo - ha detto il comico-. Mi piacciono i preti antimafia, i preti come padre Alex Zanotelli. Mi piace San Francesco. La mia è una satira che vuole invitare a riflettere e non certo a creare un clima d’odio e di istigazione inutile e pericolosa come alcune trasmissioni giornalmente fanno".

Il 41enne artista di Montesacro a Radio Deejay ha detto: "Io, comunque, avevo concordato tutto con gli autori". Le risposte degli interessati non si sono fatte attendere. L'autore Ermanno Labianca si è tirato indietro: "Mi occupavo d'altro, chiedete all'altro autore, a Sergio Rubino". Rubino, dal canto suo si estranea: "Io cosa? Ma io nemmeno lavoravo".

Rivera racconta come Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, sotto il palco, gli ha detto testualmente: "Ti sei chiaramente scolato troppe birre". Questa frase lo ha mortificato, come anche lo sguardo "più che gelido" di Epifani della Cgil.
E adesso? "Un amico mi ha detto che la Chiesa non dimentica ma io non mi preoccupo pioù di tanto, non dimentico mai di saper fare anche l'operaio. Un mestiere che mi tengo stretto. Perché non si sa mai".

Parole di sostegno al comico sono arrivate dal deputato dell'Ulivo Franco Grillini: "Rivera ha criticato la politica vaticana e ha interpretato il sentimento della piazza e di buona parte del paese. Piuttosto occorrerebbe chiedersi se in Italia sia ancora permesso criticare Papa e Vaticano. È appena il caso di ricordare che l'88 per cento degli italiani non ha condiviso l'atteggiamento vaticano sui funerali di Welby. Qualcuno vorrebbe mettere fuorilegge laicismo e anticlericalismo e limitare la libertà di espressione. Soprattutto nei mezzi radiotelevisivi dove è ormai impossibile contrastare lo strapotere mediatico clericale".
Sostegno anche da Paolo Rossi, l'altro presentatore del Concertone del Primo maggio: "Non mi pare che Andrea abbia detto nulla di clamoroso, qui si è costretti a improvvisare, e lui è un comico. Poi, se qualcuno cerca la notizia a tutti i costi".

Accuse invece dal centrodestra che ha giudicato "gravissimi" gli attacchi di Rivera alla Chiesa "perchè avvenuti proprio quando veniva minacciato il presidente della Cei, monsignor Bagnasco", ha detto Elio Vito di Forza Italia.
"Utilizzare il palco di una festa di lavoratori per una becera propaganda anticlericale mi sembra la dimostrazione del laicismo che c’è in Italia", ha accusato Gianfranco Fini, leader di An.

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