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Roberto Pannunzi, arrestato in Colombia boss della 'ndrangheta: "Pablo Escobar italiano"

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"Pablo Escobar italiano", "narco più ricercato d'Europa", "principe del narcotraffico": sono tante le definizioni utilizzate dalla stampa internazionale per descrivere Roberto Pannunzi, boss della 'ndrangheta arrestato questa mattina in Colombia, a Bogotà. Gli uomini dell'Interpol lo hanno sorpreso in un centro commerciale della capitale, con una carta d'identità venezuelana intestata a Silvano Martino, grazie a un'operazione congiunta della polizia colombiana e della Drug Enforcement Agency (Dea) statunitense e a una collaborazione tra la polizia di Bogotà e quella italiana che dura dal 2010.

"Era l'uomo più ricercato dal paese", ha twittato il ministero della Difesa colombiano annunciando la cattura, mentre il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, che da anni gli dà la caccia insieme agli uomini del Goa della Guardia di finanza di Catanzaro e al Ros centrale, con il supporto della Direzione centrale antidroga, ha spiegato che ora Pannunzi sarà estradato, "grazie anche alla credibilità della magistratura italiana nei confronti dei colleghi colombiani". Il boss "è il più grande importatore di cocaina al mondo. Sappiamo che organizza acquisti di tremila chilogrammi per volta", ha concluso il magistrato.

Esponente di altissimo profilo della 'ndrangheta, in contatto con personaggi di spicco riconducibili a Provenzano e alla mafia turca, Pannunzi contrattava alla pari con il cartello di Mdellin, anche grazie al matrimonio tra suo figlio e una ragazza di una delle famiglie dell'organizzazione e, secondo i media colombiani, sarebbe coinvolto in una "nuova rotta del narcotraffico che arriva in Italia. I narcos fanno uscire la droga dal paese in motoscafi diretti in Centroamerica o in Ecuador. Il viaggio prosegue via container verso la Spagna, quindi in Italia".

E' la seconda volta che Pannunzi viene arrestato in Colombia: la prima è stata nel 1994, a Medellin, e si racconta che in quell'occasione offrì agli agenti che lo stavano ammanettando un milione di dollari in contanti in cambio della sua libertà. Rimpatriato, il boss è riuscito a evadere per ben due volte dagli arresti domiciliari - nel 1999 e nel 2001 - approfittando entrambe le volte del ricovero in una clinica romana per motivi di salute.

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