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Roberto Saviano: "Il silenzio è colpevole"

Toccante e amaro il monologo che lo scrittore Roberto Saviano, autore del celebre romanzo "Gomorra", ha fatto ieri sera in una puntata speciale di "Che tempo che fa", condotta da Fabio Fazio (guarda la puntata integrale). Per sconfiggere la camorra servono le parole, serve rompere il silenzio e opporsi alla diffamazione portata avanti dall'organizzazione criminale per mantenere il potere.

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Così lo scrittore ha deciso di intraprendere questa battaglia, a costo di diventare un'"operazione mediatica" come lui stesso si è definito, perché è importante far conoscere gli orrori perpretati. Nel corso della trasmissione, Saviano ha fatto una rassegna stampa del Corriere di Caserta e ha mostrato come il quotidiano definisca "infame" il pentito ed eroi, invece, i boss locali. Ha mostrato le immagini di ragazzini uccisi, di innocenti coperti da un lenzuolo e ha detto: "Che tipo di Paese è quello che permette tutto questo?". Sottolineando: "Il silenzio è colpevole anche perché non lascia capire". Saviano ha lanciato un'accusa anche nei confronti della politica e ha affermato: "La cosa più grave che può fare la politica è il silenzio. La cosa più grave che possono fare gli elettori è scegliere il silenzio". Far diventare la lotta alla criminalità organizzata una moda, questo è il sogno del giovane scrittore che vorrebbe che i grandi editori, le televisioni, trovassero un punto comune.

Nel tentativo di far diventare questo sogno realtà, Saviano sta lottando in prima persona contro le minacce della camorra. "Non immaginavo che sarebbe andata così - ha detto lo scrittore - pensavo che sarebbe durata poco, sono tre anni ed è pesantissimo". Saviano però sa di non essere solo in questa lotta e ha colto l'occasione per ringraziare tutte le persone che gli scrivono e quei Paesi che lo hanno ospitato.

Nelle parole dello scrittore si legge, però, anche del risentimento soprattutto nei confronti di chi lo ha abbandonato pensando che se la fosse cercata e chi lo ha accusato di essersi arricchito. "Questa battaglia non è la mia battaglia, ma la battaglia di molti - ha detto Saviano - e va anche bene se per una volta succede il miracolo che grandi interessi economici si fondano con l'interesse del Paese, che grandi editori di libri, televisivi, si uniscano per combattere la camorra".

La puntata speciale di "Che tempo che fa", che ha visto Saviano protagonista, è stata seguita da 4 milioni 561mila telespettatori e ha registrato uno share pari al 19.00 per cento, il più alto tra i programmi in onda in prima serata.

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