Excite

Roger Mahony, cardinale scandalo pedofilia USA al Conclave: esplode la polemica

  • catholics-united.org-Getty Images

Può un alto prelato accusato di avere coperto decine e decine di abusi sessuali su bambini e minori partecipare all'elezione del nuovo Papa dopo Benedetto XVI? Secondo il movimento USA Catholics United assolutamente no, ma la Chiesa è di tutt'altro avviso e così si è innescata una polemica che rischia di far partire nel peggiore dei modi possibili il prossimo Conclave, previsto a Roma per fine febbraio.

Papa Bendetto XVI: tutte le notizie sulle dimissioni e il prossimo Conclave

Pietra dello scandalo - nel vero senso della parola - l'ex arcivescovo di Los Angeles, Roger Mahony, sollevato lo scorso 31 gennaio da tutti "gli impegni amministrativi e pubblici" da parte del suo successore, Jose Gomez, per la terribile vicenda dei preti pedofili, venuta a galla negli USA dopo quasi trent'anni di silenzio. Un silenzio del quale è stato fautore proprio Mahoney, che durante il suo mandato ha 'insabbiato' 129 casi di violenze e molestie da parte di ecclesiastici, mostrando una connivenza e una tolleranza che hanno fatto tremare la Chiesa cattolica USA fin nelle fondamenta.

Tuttavia Mahony, che nel 2011 ha fatto pubblica ammenda e che il prossimo 23 febbraio parteciperà in qualità di testimone al processo in corso per uno di detti episodi di pedofilia, insieme al suo vice monsignor Thomas Curry lo scorso 15 febbraio è stato parzialmente 'graziato' da Gomez, che con una comunicazione ufficiale ha dichiarato che i due alti prelati "rimangono vescovi in piena regola nell'arcidiocesi di Los Angeles e possono celebrare i sacramenti e svolgere attività pastorale", e dunque oggi, di fatto, può prendere parte al Conclave che designerà il nuovo Pontefice. Una possibilità che però ha fatto gridare allo scandalo gran parte dei cattolici (non solo americani, che comunque sono già la ragguardevole cifra di 71 milioni) e ha scatenato la durissima protesta dell'influente Catholics United.

Legato a doppio mandato al Partito Democratico, per il quale ha raccolto 500 mila euro a sostegno di due candidati, e vicino allo stesso Presidente Barack Obama, che ha più volte ricevuto alla Casa Bianca il direttore esecutivo del movimento, James Salt, Catholics United ha dunque lanciato una vera e propria campagna contro Mahony, dando il via a una petizione significativamente intitolata Stay Home, Cardinal Mahony! (Stai a casa, cardinale Mahony!). Il gruppo, infatti, si oppone categoricamente alla partecipazione dell'arcivescovo al Conclave e conta sull'appoggio dei suoi oltre 50 mila affiliati e della stampa (cattolica e non solo) più influente d'America per fare abbastanza clamore da impedire all'alto prelato di andare a Roma.

E in effetti sui giornali in questi giorni sono apparsi titoli e pezzi inequivocabili. Mahony "è fortunato a non essere in prigione", ha scritto il Washington Post, mentre il New York Times si è rivolto direttamente a Benedetto XVI, dicendogli che impedire al cardinale losangelino di presenziare al Conclave è la sua "ultima possibilità di rimediare ai torti del recente passato". Più 'morbido' invece il National catholic review, che ha commentato che "il Papa dovrebbe almeno impedirgli di votare". Una vera e propria guerra mediatica, che ha già contagiato anche l'Italia. Sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana, infatti, al primo articolo è allegato il sondaggio: "Mahony al conclave, sì o no? Dite la vostra".

In attesa di conoscere la risposta di Benedetto XVI, una sola cosa è certa: la Chiesa americana, già duramente colpita dallo scandalo della pedofilia, ancora una volta ha dimostrato di non saper gestire la situazione nè i sentimenti dei fedeli, tanto più che Mahony e Gomez sono andati avanti giorni a discutere in modo animato (e decisamente fuori luogo) sulle reciproche posizioni, con il primo che ha anche insinuato pesantissimi sospetti nei confronti del secondo (tra l'altro mandato a seguire la vicenda proprio da Papa Ratzinger): "Non una volta in questi anni ha mai avanzato un solo dubbio sulle nostre politiche, pratiche e procedure per affrontare il problema degli abusi sessuali del clero sui minori", ha scritto infatti Mahony di Gomez, aggiungendo anche, in risposta alla sollevazione popolare contro di lui: "Per essere onesto fino in fondo non posso dire di avere raggiunto il punto in cui posso pregare per ulteriori umiliazioni. Sono allo stadio in cui chiedo la grazia di sopportare l'umiliazione subita al momento". Una vera e propria recriminazione contro quella "gente molto infelice" che ha "affrontato in più di un luogo" il cardinale, umiliandolo "molte volte", che più che acqua sembra buttare benzina sul fuoco. Alla faccia di ogni basilare concetto della dottrina predicata dal Cristo...

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017