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Rogo Corano, il reverendo Jones fa retromarcia

Il reverendo Terry Jones continua a far parlare di sé. L'uomo è reo di aver promesso qualche giorno fa di bruciare il Corano in occasione dell'anniversario del crollo delle 'Twin Towers', al fine di protestare contro la decisione dell'amnistrazione comunale neyorkese, che ha dato il placet circa la costruzione di una moschea a 'Ground Zero'.

Le dichiarazioni del pastore hanno ovviamente scatenato un vero putiferio internazionale, tanto che gente del calibro di Obama, del Papa e del generale Petraeus è ufficialmente intervenuta invitando l'uomo a desistere dal discutibile proposito.

Peccato però che Jones abbia dimostrato coi fatti di essere una mina vagante. Dopo aver annunciato di commettere lo scellerato atto, l'uomo ha inizialmente ritrattato, salvo poi confermare ancora una volta le proprie intenzioni. Quest'oggi invece ha dichiarato che temporaneamente non brucerà alcun testo sacro, sospendendo di fatto il countdown per l'esecuzione.

Inutile dire che gli atteggiamenti di Jones abbiano creato scompiglio in ogni dove. Diverse manifestazioni di protesta sono venute in essere nei paesi islamici, mentre a livello politico svariate sono state le esternazioni di dissenso da parte dei leader della lega araba. Immancabile è stato anche l'intervento di Ahmadinejad, che per l'ennesima volta ha enunciato la teoria dell'ormai noto 'complotto sionista'.

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