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Rogo Corano, il reverendo Jones non rinuncia

Dietrofront? Forse no. Il pastore protestante della Florida Terry Jones, intenzionato a bruciare il Corano in occasione dell'anniversario dell'11/9, sembrava quasi aver cambiato idea.

Pioggia di condanne da tutto il mondo - compresa quella di Obama e del sindaco di New York, Michael Bloomberg, che aveva definito l'iniziativa disgustosa – poi l'annuncio poche ore fa di voler annullare il suo progetto dopo avere ricevuto rassicurazioni da un imam di Orlando: nessuna moschea sarà costruita nei pressi di Ground Zero.

Ma la sua volontà di non bruciare più le copie del libro sacro islamico e di recarsi al massimo a New York per discutere solo lo spostamento della moschea in una località più lontana dal luogo dell'attentato, è durata davvero poco. E a partire dal pomeriggio di ieri, le notizie si fanno sempre più confuse.

Aveva scatenato il panico, e continua a farlo Padre Jones, alla guida della sua Chiesa da circa 25 anni. 'È arrivato il momento di lanciare un messaggio chiaro ai musulmani radicali. Sappiano che l'America non tollererà più la loro jihad. Non vogliamo offendere nessuno. Ma dire che siamo offesi quando bruciano in piazza la nostra bandiera o la Bibbia. Loro non hanno problemi a farlo. Perché dovremmo averne noi?'. E adesso quel panico è ancora tangibile, visto che i responsabili del centro culturale islamico di New York affermano di non avere raggiunto alcun accordo col pastore. 'Il punto è che dobbiamo smettere di piegarci alla volontà altrui - ha spiegato Jones - In certe aree del nostro paese abbiamo perso la spina dorsale. Abbiamo fatto troppe concessioni'.

A lui, l'imam Feisal Abdul Rauf aveva assicurato dunque di spostare la moschea prevista a New York, ma la dichiarazione è stata poi smentita dallo stessa guida spirituale islamica che ha dichiarato di non aver parlato né con il reverendo né con Muhammad Musri, l'imam che avrebbe fatto da intermediario. Insomma, un accordo a quanto pare inesistente.

Intanto è allarme ovunque. Il Dipartimento di Stato ha allertato i viaggiatori Usa per possibili dimostrazioni violente anti-americane nel mondo. Identico discorso da parte dell'Interpol, mentre Obama esorta Jones a ripensarci. 'Il rogo del Corano potrebbe avere gravi conseguenze in luoghi come l'Afghanistan o il Pakistan. Potrebbe inoltre favorire il reclutamento di gente disposta a farsi saltare in aria in America o in Europa'. Il presidente si è augurato inoltre che il pastore comprenda che 'quello che vuole fare è totalmente in contrasto con i nostri valori di americani: questo paese è stato costruito con la nozione della libertà religiosa e della tolleranza religiosa'.

Anche il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) che raccoglie la maggior parte delle Chiese cristiane a livello mondiale, ha espresso una ferma condanna' per l'iniziativa. Parole dall'ex-premier britannico Tony Blair: 'Meglio leggere il Corano piuttosto che bruciarlo'. E ancora, contro il pastore si schierano i conservatori di Sarah Palin - 'È una provocazione insensibile e non necessaria. Bruciare un libro è antitetico agli ideali americani' - e il presidente afgano Karzai: 'Terry Jones non dovrebbe nemmeno pensare di poter bruciare copie del Corano'.

(foto © LaPresse)

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