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Rolling Stone, Dzhokhar Tsarnaev in copertina: l'attentatore di Boston come una rockstar ed è polemica

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Il principio alla fine è sempre quello, "non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli", però questa volta Rolling Stone, lo storico magazine di musica, ha esagerato: o almeno, così la pensano le migliaia di lettori che da ieri lo criticano aspramente sui social. Ma che cos'ha combinato la celebre rivista? Con davvero poco buongusto (e buonsenso), Rolling Stone ha pensato di dedicare la copertina del nuovo numero, in uscita il 3 agosto, a Dzhokhar Tsarnaev, uno dei due attentatori di Boston.

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La cover è la conseguenza di un reportage esclusivo realizzato dal magazine, che promette di rivelare notizie inedite e sensazionali sull'attentatore ceceno, indagando sulla sua infanzia, sui rapporti familiari e cercando, in buona sostanza, di capire come "un promettente e benvoluto studente sia potuto diventare un islamista radicale". Peccato che la scelta sia già stata bollata dai più come "antiamericana" e soprattutto che la copertina mostri Tsarnaev come una specie di rockstar: tutti infatti hanno notato l'incredibile somiglianza tra la cover con il diciannovenne e quella di fine anni '60 con Jim Morrison.

A completare il quadro di una strategia già di per sè discutibile, la decisione di apporre sotto la faccia del giovane che con il fratello a Boston lo scorso 15 aprile ha causato 3 morti e 264 feriti, molti dei quali hanno subito gravi menomazioni permanenti, la scritta The Bomber: davvero troppo per i lettori americani, che su Facebook e Twitter hanno criticato (nel migliore de casi) e coperto di insulti (nel peggiore) Rolling Stone.

"Jeff Bauman, che ha perso entrambe le gambe, dovrebbe essere in copertina", scrive infatti J Harper sulla pagina ufficiale del magazine, mentre Andrew dice: "Caro Rolling Stone, f***. Con affetto, Boston" e Brian (come tantissimi) dichiara: "Non comprerò mai più la vostra rivista. Mi disgustate!". E l'invito a disdire l'abbonamentoe a non acquistare il magazine, né ad agosto né mai, è uno degli appelli più ricorrenti in rete, su FB come su Twitter. Una vera e propria campagna di boiccottaggio che non si sa se farà rivedere la propria posizione alla rivista, magari cambiando in corsa (con buona pace dei costi) la copertina. Il danno però è fatto e difficilmente la gente dimenticherà: "Ma che c*** hai fatto, Rolling Stone", commenta a lettere maiuscole Karen, "terribile, orribile scelta".

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