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Roma, corteo degli antagonisti: scontri e 15 arresti, la polizia disinnesca tre bombe carta

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di Martina Pugno

E' stato un sabato di scontri e disordini quello di ieri nella Capitale: le aspettative riguardo le possibili agitazioni che si sarebbero potute scatenare nel corso del corteo antagonista di ieri si sono rivelate realtà. La città, invasa dai movimenti per il diritto all'abitare, dai No Tav e dai No Muos, dai centri sociali di tutta Italia, dai precari e dai collettivi studenteschi, ha registrato un bilancio di quindici arresti e una decina di poliziotti feriti.

La manifestazione è stata caratterizzata da disordini che hanno portato a qualche cassonetto bruciato, un bancomat danneggiato, scontri, in particolare, nei pressi della sede romana di Casa Pound e il lancio di tre bombe carta che hanno causato attimi di paura, ma che sono state prontamente disinnescate dalle forze dell'ordine, evitando così agli ordigni di provocare danni paragonabili a quelli delle bombe a mano.

I momenti di maggiore tensione si sono registrati nel corso dell'assedio al ministero dell'Economia, a quella dell'ambasciata tedesca e alla Cassa depositi e prestiti. Due gruppi di incappucciati, per un totale di 400 persone circa, hanno infatti lasciato il corteo per assaltare i blindati davanti alla sede del ministero dell'Economia e della Cassa.

Gli scontri, tuttavia, si sono conclusi in pochi minuti e il corteo ha proseguito la sua sfilata tra le vie blindate della città, fino ad arrivare a Porta Pia, per un sit in che si è protratto per tutta la notte per continuare a portare avanti la protesta contro l'austerity e la precarietà. Intanto, il ministro dell'Interno Angelino Alfano si è congratulato con le forze dell'ordine per “l'eccellente lavoro durante lo svolgimento delle manifestazioni”.

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