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Roma e gli effetti del condono edilizio

Un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, mostra gli effetti a Roma del condono edilizio voluto dal governo di Silvio Berlusconi nel 2003. A quanto pare in molti casi la sanatoria è stata utilizzata anche per regolarizzare preventivamente immobili che non esistevano.

A rendersene conto ora è lo stesso sindaco di Roma Gianni Alemanno. Pare proprio che molti proprietari abbiano fatto domanda di condono ancor prima di iniziare i lavori di costruzione degli immobili. Il quotidiano cita, a tal proposito, tre casi esemplari. Una costruzione in cima a uno stabile di via di San Vincenzo, a Roma, accanto alla Fontana di Trevi; quattro costruzioni fuori del Raccordo anulare, al Nord della città; una villa con piscina, sempre fuori del Raccordo, ma a Sud della città.

Nel primo caso nel 2004 non c'era nulla, adesso l'abitazione ha un elevato valore economico; nel secondo caso, le quattro costruzioni sono apparse nel 2005; nel terzo caso, l'area in cui sorge la villa nel 2004 era libera da costruzioni. Scoprire questo è stato facile grazie a sistemi di rilevazione aerea, peccato però che queste immagini non siano state utilizzate per impedire gli illeciti. Come si legge sul Corriere della Sera: 'In tutte le tre circostanze è stata presentata domanda di sanatoria come se l'abuso fosse stato commesso entro il termine previsto dalla legge per ottenere il beneficio: 31 marzo 2003.

Ma questi sono solo tre esempi presi su un vasto numero di casi. Il quotidiano, infatti, sottolinea che i tecnici della società privata Gemma, che gestisce dietro corrispettivo le pratiche del condono edilizio del Comune di Roma, ha scoperto ben 3.713 situazioni analoghe. Il Corriere della Sera ha posto l'accento sull'alto tasso di illegalità presente sul fronte edilizio nella Capitale. Sul quatodiano si legge: 'Le domande di condono edilizio presentate nel solo Comune di Roma sono circa 597mila... E' come se un cittadino romano su 4,2 residenti avesse chiesto di sanare un abuso'. Di queste domande di condono edilizio 417mila riguardano la prima sanatoria (1985), 94.688 la seconda (1994) e oltre 85mila la terza (2003).

Sono ancora da smaltire 210mila pratiche. Dei tre condoni quello ad aver avuto il peggior effetto è l'ultimo, quello del 2003. Tale sanatoria, infatti, sembra aver consentito di regolarizzare abusi ancora prima che venissero commessi, in qualche caso in zone protette.

Foto: corriere.it

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