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Roma, picchiato "emo" a piazza del Popolo

Il termine emo si riferisce ad un genere musicale inizialmente compreso all'interno del punk rock e che si sviluppa nella seconda metà negli anni Ottanta attorno all'area di Washington. Con il tempo, si può dire, il termine emo è arrivato ad indicare uno stile di vita in cui, al giorno d'oggi, molti giovani si riconoscono. Ecco dunque che ci si veste e ci si pettina in modo particolare, "alternativo". Si sà, la voglia di uscire dalla massa dei giovani è grande, forse è un fatto istintivo, anche se la maggior parte delle volte si finisce per far parte di un'altra massa. Ma cosa accade quando due "masse" diverse si incontrano, o per meglio dire, si scontrano? Purtroppo, spesso, proprio quel che si è verificato qualche giorno fà a Roma. A Piazza del Popolo Giacomo, 14 anni, è stato preso a calci e pugni perché si vestiva in modo "strano".

Al quotidiano Il Messaggero, Antonio, il padre di Giacomo, ha raccontato la vicenda. Si tratta di un padre sconvolto che si domanda come possano accadere cose del genere. "Lo hanno picchiato, preso a calci mentre sputava sangue, gli hanno rotto lo zigomo con un tirapugni di acciaio solo perché gli dava fastidio il modo in cui si vestiva. - ha spiegato Antonio - Il 31 agosto un gruppo di bulli lo ha pestato fino a fargli quasi perdere conoscenza".

Giacomo si trova ancora in ospedale dove ha subito un intervento durato sette ore. Tutto è accaduto intorno alle sette di sera del 31 agosto mentre il ragazzo stava andando verso la metro di piazzale Flaminio per far ritorno a casa. A quel punto, come raccontato dal papà di Giacomo, "dieci giovani, quelli che si fanno chiamare truzzi, ragazzi rasati con la tuta da ginnastica, la canottiera aderente e il cappellino da baseball li stanno aspettando. Vogliono prenderli in giro, lo fanno sempre. Una ragazza li guarda e dice: 'A Emo di m..., ma sei un uomo o una donna?'. Giacomo interviene in difesa dell'amico: 'Fatti gli affari tuoi'. Una reazione che scatena subito la rabbia dei truzzi e fa partire la rissa. Uno di loro si alza fa segno agli amici di farsi sotto e parte la carica. Giacomo viene colpito con un tirapugni di acciaio, cade per terra, continuano a picchiarlo finché non riesce più a muoversi. Dura tutto pochi minuti. Poi quei ragazzi scappano e si dileguano in metropolitana. Qualcuno chiama i carabinieri. Giacomo viene portato via in ambulanza".

Dal letto di ospedale Giacomo ha affermato: "Un'aggressione spaventosa, senza motivo. Ci hanno picchiato perché a quelli dà fastidio il modo in cui ci vestiamo. Ho paura, certo. Ma appena guarisco voglio tornare a piazza del Popolo. Non voglio dargliela vinta, non mi devo mica nascondere. Ognuno è libero di essere quello che vuole". Antonio ha poi detto: "Sono solo sei mesi che Giacomo frequenta quel giro. Mi hanno raccontato che sono anni che quei bulli la fanno da padrone, che nessuno sembra fare niente. E' vero, mio figlio veste in modo strano e non posso dire che mi faccia piacere, ma è un adolescente, deve essere picchiato perché porta i capelli piastrati? Anche noi da ragazzini avevamo le nostre mode, c'erano i tozzi, i dark, l'intolleranza c'è sempre stata, tra fazioni politiche, tra tifosi, ma non così, non per questi stupidi motivi. Oggi Giacomo compirà 15 anni e sa cosa vogliono organizzare i truzzi? Una festa perché l'hanno mandato in ospedale".

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