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Rosi Bonanno, uccisa davanti al figlio dall'ex denunciato sei volte per stalking: "Delitto annunciato"

  • ansa.it

Una nuova, ennesima, tragica storia di violenza nei confronti delle donne arriva da Palermo, dove questa mattina Rosi Bonanno è stata uccisa davanti al figlio di 2 anni dall'ex, Benedetto Conti, dopo che per ben sei volte lo aveva denunciato per stalking. L'uomo, incapace di accettare la separazione, ha atteso che Rosi fosse da sola in casa dei genitori - dove si era trasferita - e dopo l'ultima discussione l'ha accoltellata a morte. Il corpo è stato trovato dal padre della vittima, che rincasando da una visita in ospedale a una parente ha notato il genero allontanarsi velocemente dallo stabile, mettendo subito le forze dell'ordine sulle sue tracce.

"E' un delitto annunciato. Si sapeva che finiva così. L'assistente sociale, la polizia sapevano tutto. Abbiamo fatto le denunce, da due anni denunciamo violenze, minacce, intimidazioni", ha raccontato disperata la mamma della vittima, Teresa Matassa, dicendo che Conti ha anche bruciato la macchina di famiglia e lasciato una bottiglia piena di benzina davanti alla porta di casa. "Una vita impossibile", ha affermato la donna, spiegando che l'uomo "voleva che Rosi tornasse con lui, la ricattava per via del figlio". "Ora l'ha uccisa e l'avete tutti sulla coscienza", ha concluso distrutta.

La giovane mamma - di appena 26 anni - era tornata a vivere con la famiglia lo scorso gennaio, perché stanca della gelosia, degli insulti e delle botte di Conti, ma la sua decisione non è mai stata accettata dall'ex: nonostante infatti il Tribunale avesse stabilito che poteva fare visita al figlio due volte la settimana, l'uomo si recava quotidianamente a casa degli suoceri, molestando e terrorizzando Rosi e la sua famiglia, al punto da collezionare ben sei denunce per stalking.

E proprio questa impressionante serie di segnalazioni alle forze dell'ordine oggi spinge a chiedersi se l'omicidio della donna poteva essere evitato: "Mia figlia era in pericolo", ha ripetuto la mamma di Rosi, che a lungo è rimasta davanti alla porta di casa, una palazzina in via Orecchiuta 8, nel cuore della borgata di Villagrazia, intenzionata a vedere la figlia, prima di essere soccorsa dal 118 in un forte stato di agitazione, prendendosela anche con i servizi sociali, che stavano valutando se trasferire Rosi e suo figlio in una comunità per proteggerli: "Se dovevano proteggerli dovevano rinchiudere lui, non mia figlia".

Conti, dopo avere ammazzato la ex compagna sotto agli occhi del loro bambino di 2 anni, si è dato alla fuga, venendo però rintracciato poco dopo dagli uomini delle forze dell'ordine a Villabate, nella sua abitazione. Prima di essere arrestato l'uomo ha detto di avere tentato di suicidarsi ingerendo del veleno per topi e per questo è stato trasportato in ospedale per una lavanda gastrica.

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