Excite

Rudolf Brazda, si è spento l'ultimo sopravvissuto dei deportati per omosessualità

  • LaPresse

Rudolf Brazda, matricola 7952 del campo di concentramento di Buchenwald in Germania ed ultimo sopravvissuto alla deportazione nazista degli omosessuali, è morto mercoledì 3 agosto all'età di 98 anni. Al momento della sua scomparsa Brazda si trovava in una casa di riposo di Bantzenheim, nella regione francese dell'Alsazia e vicino al confine con la Germania.

Colpa di Rudolf Brazda era quella di essere un omosessuale, per questo motivo venne deportato e affinché tutti sapessero sulla sua divisa da internato gli venne cucito il 'triangolo rosa', colore e simbolo con cui i nazisti identificavano le persone omosessuali. La storia di Rudolf divenne pubblica solo nel 2008 quando seppe che a Berlino sarebbe stato inaugurato un monumento in memoria delle vittime del 'triangolo rosa'. E ad aprile di quest'anno la Francia gli ha riconosciuto la sua massima onorificenza, il titolo di Cavaliere della Legione d'Onore.

Il corpo di Rudolf Brazda verrà cremato e le sue ceneri riposeranno accanto a quelle del compagno di una vita, Edouard Meyer, morto nel 2003. Rudolf era di origine ceca, ma dal 1960 era cittadino francese. Nato nel 1913 in Germania, in una famiglia ceca di lingua tedesca, Brazda era stato espulso nel 1937 nell'allora Cecoslovacchia dopo una condanna a sei mesi di prigione a causa della sua omosessualità. In seguito all'annessione, nel 1938, del territorio dei Sudeti da parte della Germania nazista, Brazda era stato nuovamente condannato a 14 mesi di carcere e poi deportato el campo di concentramento di Buchenwald, nella Germania centrale. Dopo la guerra si trasferì in Francia e qui, insieme a Jean-Luc Schwab, aveva pubblicato il libro di memorie 'Itinerario di un Triangolo rosa', nel quale ha raccontato i 32 mesi della sua prigionia.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017