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Sabrina Ferilli va prosciolta per la diffamazione a Testi: "Dare del gay non è offensivo"

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Dire di qualcuno che è gay non è un'offesa: con questa motivazione il pm Gianluigi Dettori ha chiesto al Tribunale di Bergamo di archiviare il procedimento che vede imputata Sabrina Ferilli per il reato di diffamazione a mezzo stampa. A trascinare l'attrice davanti ad un giudice è stato il collega Francesco Testi, che si è sentito offeso per l'allusione della Ferilli sulla sua presunta omosessualità.

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I problemi tra Testi e la Ferilli scoppiano l'estate scorsa, quando il settimanale Oggi pubblica delle foto che li ritraggono durante effusioni piuttosto esplicite: l'attrice, da anni legata all'ex direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, ha minimizzato sostenendo che i baci col giovane collega fossero solo scatti di scena. La madrina della Roma ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale, in cui smentisce di avere mai avuto una relazione clandestina con Testi e allude, secondo l'attore in maniera offensiva, alla sua presunta omosessualità.

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"Smentisco di aver mai avuto e mai potrei avere rapporti intimi di qualsiasi genere e natura con Francesco Testi, attore della fiction Baciamo le mani, prodotta dalla scuderia Tarallo di cui Testi fa parte e a cui è legato da profondi rapporti": proprio quest'ultimo riferimento ha mandato su tutte le furie Testi, che ha querelato la Ferilli e chiesto di depositare agli atti del processo un centinaio di sms scambiati con l'attrice. Messaggi che dimostrerebbero in maniera equivocabile la sua eterosessualità. Ma secondo il magistrato che si è occupato del caso, nelle parole dell'attrice non può essere ravvisato alcun intento diffamatorio, per diversi motivi.

Innanzitutto definire una persona omosessuale, secondo il pm Gianluigi Dettori, oggi non può essere considerata un'offesa, visto che "nel 2012 l'omosessualità non è più oggetto di riprovazione". Tanto più che la Ferilli, nel caso specifico, non ha utilizzato un tono dispregiativo nelle sue parole, ma si è limitata ad indicare un legame tra Francesco Testi e il produttore Alberto Tarallo per smentire il presunto flirt che avrebbe avuto con lui. Allo stesso tempo, trattandosi di personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo, non può configurarsi alcuna lesione della privacy, in quanto la loro sfera privata è di per sè ristretta per via del lavoro che svolgono e "non possono pretendere di godere degli stessi diritti di un anonimo cittadino", come già stabilito in sede di Cassazione. Dunque, se non c'è offesa e non c'è reato, la Ferilli va prosciolta e non vi è alcuna necessità di dimostrare in giudizio che Testi non è omosessuale.

Una richiesta che ha fatto notizia, anche perchè contrasta con una sentenza Cassazione che indica il riferimento all'omosessualità come lesivo della privacy e della reputazione di una persona, soprattutto se la persona in questione non è gay. Ma se la richiesta del pm sarà accolta, il caso Testi-Ferilli potrebbe segnare una svolta nel mondo del gossip, perchè se dare del gay non è un'offesa e la privacy dei vip deve essere intesa come naturalmente limitata, le rivelazioni sulla sfera intima delle celebrities potrebbero moltiplicarsi senza più filtri.

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