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Sabrina Misseri, l’intercettazione con Michele Misseri: "Papà, perché hai fatto questo?"

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Un’intercettazione inedita, datata 7 ottobre 2010, sembra riaprire qualche margine di speranza per la difesa di Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi in carcere per il delitto di Avetrana insieme alla madre Cosima Serrano.

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Al telefono con papà Michele, la ragazza sembra stupirsi di quanto accaduto all’adolescente qualche giorno prima, interrogando l’anziano contadino sui motivi che potessero averlo spinto al gesto criminale ai danni della giovane nipote.

“Però papà, perché hai fatto questo? Io non me lo so spiegare, che ti è successo in quel momento?” chiedeva con tono allarmato in un momento di concitazione la figlia al padre prima che quest’ultimo venisse arrestato con l’accusa di omicidio.

La conversazione, venuta fuori a distanza di oltre 4 anni dai fatti di Avetrana e finita sotto la lente della Procura, potrebbe tornare utile secondo gli avvocati della difesa alla tesi dell’innocenza di Sabrina, altrimenti condannata a scontare per intero la pena dell’ergastolo assegnata dai giudici nel primo grado di giudizio in attesa del processo di appello.

(Telefonata tra Michele Misseri e la figlia Sabrina dopo l'omicidio Scazzi: l'audio)

La tempistica del dialogo, però, impone la massima cautela nell’analisi del contenuto dell’intercettazione del 2010 non essendo escluso che l’allora 22enne cugina di Sarah Scazzi potesse precostituire una sorta di strategia finalizzata a dirottare le indagini verso la figura di Michele Misseri, in un primo momento reo confesso dell’omicidio della nipote di 15 anni.

Una telefonata, quella del 7 ottobre, che sarà comunque discussa a fondo nel corso della prossima udienza del processo per il delitto di Avetrana, fissata per venerdì 27 febbraio secondo il calendario stabilito a suo tempo dall’autorità giudiziaria.

Il verdetto di condanna della sentenza del 20 aprile 2013 aveva segnato una sconfitta su tutti i fronti della linea difensiva dei legali di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, detenute all’interno della stessa cella nel carcere di Taranto in quanto giudicate dalla magistratura uniche responsabili della morte di Sarah Scazzi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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