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Saddam figlio di Hitler?

Di romanzi di fantastoria basati su Hitler e il nazismo ne sono pieni i cataloghi delle case editrici: e se Hitler avesse vinto la guerra? E se gli Stati Uniti fossero rimasti neutrali? E se Mussolini non si fosse alleato con Hitler? La tesi del romanzo di J.P. de Sales, "The coming of the reichchild", è se possibile ancora più fantasiosa: il libro sostiene infatti che Saddam Hussein fosse il figlio illegittimo di Adolf Hitler, e basa la sua tesi su una serie di coincidenze fra cui: l'odio viscerale che Saddam nutriva per gli ebrei (è risaputo, certe cose hanno basi genetiche), il fatto che il bunker di Saddam sia stato costruito da un nipote dell'ingegnere che lavorò alla costruzione del bunker di Hitler a Berlino e soprattutto le mire espansionistiche di Saddam, in puro stile führer (di nuovo, certe cose, si sa, hanno basi genetiche). D'altronde lo stesso Saddam aveva ammesso di non sapere chi fosse il suo vero padre...

Bene, a questo punto in attesa di poter leggere il libro, viene la curiosità di saperne di più sull'autore: cercando sui principali motori di ricerca viene fuori...niente (almeno nel web in lingua inglese, le pagine italiane sono piene di commenti e di articoli relativi a questa notizia: ne parlano per esempio il Corriere e l'Ansa) Evidentemente questa è la prima cosa in assoluto che il buon de Sales scrive. Se non altro allora si potrà godere di una succosa anteprima su Amazon, magari con i commenti dei lettori. Sorpresa: su Amazon il libro non c'è. Allora cercando il nome del libro si arriva al minisito www.reichchild.com (con succosi estratti dal libro, vale la pena dargli un'occhiata!) e da lì alla casa editrice che l'ha pubblicato, la Xlibris. Basta andare sul sito di quest'ultima e si scopre che in realtà non è una casa editrice vera e propria ma un servizio di print on demand. A questo punto il sentore di bufala comincia ad essere forte...ed in effetti anche il minisito del libro, per come si presenta, non è molto "professionale". Cosa c'è dietro? Probabilmente una riuscita operazione di marketing (in effetti sulla rete italiana se ne sta parlando, e anche tanto) o più semplicemente una divertente e ben congeniata zingarata via web. Staremo a vedere.

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