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Sakineh non sarà lapidata: condanna sospesa in attesa di revisione

Hanno avuto l'effetto sperato gli appelli a favore di Sakineh Mohammad Ashtian, la donna iraniana condannata alla lapidazione per aver tradito il marito la cui esecuzione è stata bloccata dal Governo di Teheran.

A dare la notizia è stato il ministro degli esteri di Teheran Ramin Mehmanparast che ha dichiarato: 'la condanna a morte per adulterio della Signora Ashtiani è stata sospesa e il suo caso verrà rivisto. L'accusa per concorso in omicidio è in corso di valutazione'.

La decisione è stata adottata dopo che nei giorni scorsi la comunità internazionale si era espressa contro la decisione di Teheran e a favore di Sakineh nonostante molti dei parlamentari iraniani si erano espressi proprio contro il mondo intero sostenendo che tutti gli appelli altro non erano che 'strategie illegali e pura propaganda contro la Repubblica islamica'.

Pochi istanti prima che il governo di Teheran annunciasse di aver bloccato la lapidazione della donna il Parlamento Europeo aveva votato una risoluzione di condanna dell'Iran nella quale si legge chiaramente che l'Europa 'condanna fermamente la condanna a morte per lapidazione, sollecita le autorità iraniane a sospendere la sentenza inflitta e ad avviare una completa revisione del suo caso, esprime la sua profonda costernazione per il fatto che l'Iran continui a trovarsi nel gruppo dei pochissimi paesi, insieme all'Afghanistan, la Somalia, L'Arabia Saudita, il Sudan e la Nigeria, che ancora praticano la lapidazione'.

Il documento del Parlamento inoltre 'esprime la propria opposizione a qualsiasi criminalizzazione di relazioni sessuali consensuali tra adulti e sollecita le autorità iraniane a depenalizzare l'adulterio e l'omosessualità ed invita la repubblica islamica ad eliminare, di fatto e di diritto, tutte le forme di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani e degradanti nonchè a firmare e ratificare'.

Solo qualche settimana fa Carla Bruni, che si era espressa a favore della donna, era stata etichettata come prostituta e degna di morire.

Ieri invece il Ministro Ramin Mehmanparast aveva fatto sapere che 'difendere una persona processata per omicidio non dovrebbe essere una questione di diritti umani e se in Iran il rilascio degli assassini può essere considerato una questione di difesa dei diritti umani, allora lo stesso dovrebbe valere anche nei paesi europei'.

Attualmente in Iran, oltre a Sakineh Mohammadi Ashtiani, sono almeno 14 le donne detenute in attesa di essere condannate a morte con lapidazione.

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