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Salvatore Lo Presti, bidello spara e uccide insegnante di religione a Vittoria (Ragusa)

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Non c'è (ancora) una spiegazione al gesto di Salvatore lo Presti, bidello di 69 anni prossimo alla pensione, che questa mattina nella scuola Pappalardo di Vittoria (Ragusa) ha sparato cinque colpi di pistola contro l'insegnate di religione dell'istituto, Giovanna Nobile di 53 anni, uccidendola. "Lo conosco da quasi 30 anni, perché abbiamo preso servizio a scuola nel 1985. Che nascondesse odio verso la professoressa o avesse un debole per lei come si fa a dirlo? E' tutto assurdo...", ha raccontato alla stampa un collega della vittima, Biagio Cirica, confermando che i motivi che hanno armato la mano di Lo Presti sono sconosciuti anche a chi ci lavorava fianco a fianco.

Eppure 'il poeta', come lo chiamavano tutti per la sua passione di scrivere, doveva davvero essere arrivato al limite per scricare su Nobile cinque colpi di pistola, che sarebbero stati sei se un altro docente non fosse intervenuto, alzando il braccio del bidello e facendo caambiare traiettoria al proiettile, che si è conficcato nel soffitto. Il coraggio dell'insegnante, però, non è bastato a salvare la vita alla collega: ferita all'addome, la donna è morta all'ospedale Guzzardi di Vittoria, dove è stata immediatamente trasportata in codice rosso. Lascia il marito e due figli.

Una tragedia assurda, in un giorno dedicato alle formalità per la chiusura dell'anno scolastico: l'insegnante di religione era andata in istituto per firmare delle pratiche in segreteria e quando stava per andarsene Lo Presti l'ha raggiunta e l'ha colpita a morte. "Quando è arrivata la professoressa Nobile, l'ha seguita per le scale e appena dentro la segreteria ha cominciato a sparare", ha raccontato Cirica, aggiungendo: "Non mi sono preoccupato perché conoscendolo ho pensato che avesse sparato a salve, invece, aveva fatto terribilmente sul serio. E' stato un altro mio collega Salvatore Gallo a bloccarlo e a disarmarlo prima che arrivasse la polizia".

Era "uno che ce l'aveva col mondo intero, ma non andava al di là dello sproloquio. In fondo era uno tranquillo", ha ricordato Cirica, concludendo: "Anche stamattina stava facendo i soliti discorsi", ma "mai e poi mai avrei pensato che gli scattasse questo raptus".

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