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Salvatore Parolisi, ergastolo per l'omicidio di Melania Rea

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Quando oggi si è ritirata in Camera di Consiglio, il Gup di Teramo Marina Tommolini l'aveva detto: la sentenza non sarebbe arrivata prima delle 19.30. E così è stato. Dopo circa quattro ore, intorno alle 20, il giudice è tornato in aula e ha letto il verdetto, sancendo quella conclusione che la difesa paventava e nella quale, invece, l'accusa sperava: per Salvatore Parolisi è ergastolo.

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Il caporale degli Alpini è stato dunque riconosciuto come l'unico colpevole per l'omicidio di Melania Rea, ammazzata con 35 coltellate il 18 aprile del 2011. All'uomo sono state così comminate anche tutte le sanzioni accessorie: l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e, soprattutto, la perdita della patria potestà genitoriale. Il rito abbreviato ha invece escluso l'isolamento diurno.

"Non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno", ha detto con le lacrime agli occhi il papà di Melania, Gennaro Rea, che già nel pomeriggio, quando la corte si è ritirata per deliberare, ai giornalisti aveva spiegato che in caso di condanna chi avrebbe pagato il prezzo più alto sarebbe stata la nipotina, Vittoria, perché avrebbe perso anche il papà.

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Tuttavia, la freddezza dimostrata dal caporale durante tutto il procedimento ha come chiuso la porta alla speranza dei familiari della giovane donna che non fosse stato lui a ucciderla: "Lo guardo ogni momento e vederlo così impassibile mentre si parla di Melania mi infastidisce. E' una mancanza di rispetto nei confronti di sua moglie", ha dichiarato oggi il fratello della vittima, Michele, e il papà gli ha fatto dolorosamente eco: "La speranza che non sia stato lui c'è, ma gli occhi parlano e neanche oggi abbiamo incrociato quelli di Salvatore".

Una sentenza che è stata accolta con grande dignità e compostezza tanto dal signor Gennaro e dal figlio - "la nostra famiglia è soddisfatta perché Melania ha avuto giustizia ma il nostro cuore è straziato" ha detto Michele - che dal resto della famiglia rimasto a Somma Vesuviana. Alla notizia della condanna all'ergastolo per Parolisi, una zia si è affacciata al balcone di casa e ha detto ai giornalisti assiepati sotto: "Avete sentito", facendo quindi un breve appaluso e dicendo che la mamma di Melania non se la sentiva di rilasciare dichiarazioni.

Parolisi ha scelto di non assistere alla lettura del verdetto, e quando è uscito dall'aula del tribunale su un cellulare della polizia diretto al carcere di Castrogno è stato fischiato e coperto di insulti dalle numerose persone presenti, che hanno invece applaudito la famiglia Rea. Per il caporale la difesa aveva fatto richiesta di assoluzione piena, sottolineando le prove scientifiche favorevoli, l'ora della morte non certa, i testimoni "a scoppio ritardato dopo aver letto sui giornali i fatti" e l'insussistenza del reato di vilipendio del cadavere.

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