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Salvatore Parolisi, motivazioni sentenza Cassazione: esclusa aggravante della crudeltà per omicidio Rea

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Esclusa l’aggravante della crudeltà in base alle motivazioni della sentenza emessa dalla Cassazione, la posizione di Salvatore Parolisi si alleggerisce parzialmente, aprendo la strada ad eventuali sconti di pena per l’ex marito di Melania Rea.

Sesso, violenza e ricatti nella caserma di Salvatore Parolisi ad Ascoli

Le 35 coltellate inferte dal giovane militare campano alla consorte, uccisa il 18 aprile del 2011 a Civitella del Tronto per una improvvisa “esplosione di ira” del marito, non basterebbero pertanto secondo i giudici della Suprema Corte ad avvalorare la tesi della premeditazione del delitto.

Un assassinio, quello avvenuto nella località collinare della provincia di Ascoli Piceno 4 anni fa, dettato ad avviso dei magistrati di terzo grado dall’occasionalità ed in particolare da un dolo d’impeto del caporalmaggiore dell’esercito in forza al Reggimento addestramento volontari nei confronti della moglie, con sullo sfondo una “conclamata infedeltà coniugale” come causa scatenante della violenza omicida di Salvatore Parolisi.

(Confermata in Cassazione la condanna per Parolisi: sentenza con rinvio)

Melania Rea venne abbandonata in agonia al termine dell’attacco a colpi di pugnale, ma l’assenza di soccorso (ricondotta al “finalismo omicidiario” dell’imputato) da parte dello stesso coniuge autore del delitto non configurerebbe di per sé l’aggravante della crudeltà, adesso esclusa dalla Prima sezione penale della Cassazione con una sentenza curata dall’ex pubblico ministero anticamorra Raffaello Magi.

La strada verso il possibile ricalcolo della pena in senso più favorevole al condannato resta ancora lunga e tortuosa, essendovi rilevanti elementi a carico di Parolisi: il testo delle motivazioni del verdetto emesso il 10 febbraio scorso dalla magistratura suprema lascia però un margine tutt’altro che irrilevante alla futura attenuazione della condanna, anche se la competenza su tale delicata decisione spetta al giudice di rinvio, cioè alla Corte d’assise d’appello di Perugia.

I 30 anni di reclusione assegnati al termine dei vari gradi di giudizio all’ex marito di Melania Rea potrebbero così ridursi, come sottolineato dall’avvocato della difesa Walter Biscotti, dichiaratamente ottimista sulle prospettive di diminuzione della pena per il suo assistito.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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