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San Camillo aborto shock, Piergiorgio Assumma ad Excite: "Caso anomalo, impatto deflagrante per la mia cliente"

di Giuseppe Candela

Ieri mattina noi di Excite.it vi abbiamo raccontato in esclusiva l’assurda vicenda di Stefania M., vittima di un aborto shock all’ospedale San Camillo di Roma. Stefania, trentottenne romana, decide dopo dodici settimane di interrompere la gravidanza e dopo le analisi di rito viene fissata la data dell’intervento. Il 16 agosto la donna, dopo l’aborto per aspirazione in day hospital, viene dimessa ma scopre dieci giorni dopo l’intervento, durante una doccia, che il feto di 5,5 cm non era stato asportatato. La notizia (qui ricostruita nei dettagli) arriva nel primo pomeriggio alle agenzie e approda sui quotidiani per poi finire in alcuni telegiornali serali. Poche ore e arriva anche la replica del direttore generale del San Camillo Aldo Morrone: “Esprimo a nome di tutto l'ospedale la vicinanza al dolore della signora. Purtroppo sono eventi avversi che possono accadere in base alla letteratura scientifica. Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura”. Abbiamo quindi contattato Piergiorgio Assumma, legale della donna vittima dell’errore medico, a cui abbiamo posto alcune domande sulla vicenda.

“Sicuramente è un caso che desta scalpore. Non ci siamo fermati ad una valutazione soggettiva ma ad una valutazione oggettiva dei fatti. Vuol dire che abbiamo chiesto alla Magistratura di fare luce e chiarezza su quanto accaduto. Al di là del mio ruolo di difensore parlando da mero cittatidino posso sicuramente dire che si tratta di un caso anomalo” esordisce Assumma.

Qual è ad oggi lo stato fisico e psicologico della sua cliente?

“La mia cliente allo stato attuale, come scritto da Excite.it ieri, versa in condizioni psicologiche alterate. Il suo stato depressivo è dovuto inevitabilmente allo shock subito alla vista del feto espulso. Le posso dire che alla vista delle foto anche io ho avuto un fortissimo impatto emotivo e nonostante sia un uomo capisco l’effetto deflagrante nella psiche della donna.”

Il direttore generale del San Camillo, Aldo Morrone ha espresso vicinanza alla sua assistita ma ha sottolineato che si tratta di eventi che possono accadere. Cosa si sente di rispondere?

“Sicuramente il direttore ha espresso parole di vicinanza alla signora dicendosi fiducioso nell’operato della Magistratura, è scontato dire, essendo stati noi ad attivare l’autorità giudiziaria, che non siamo fiduciosi ma molto fiduciosi dell’iter procedimentale. Ma vi è di più, ci sentiamo forti da un dato oggettivo rappresentato dalla presenza di un feto di 5,5 cm così come costatato anche dall’esame istologico.”

Sono stati già identificati gli eventuali responsabili del reato?

“Allo stato attuale no, in quanto il procedimento è appena partito e noi abbiamo presentato una denuncia contro ignoti con la richiesta esplicita all’autorità giudiziaria di accertare, qualora vi siano gli eventuali responsabili.”

Quindi non teme il rischio che il caso finisca in un nulla di fatto?

“No, assolutamente conosco la precisione lavorativa della Procura di Roma ed il suo essere sempre e comunque superpartes.”

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