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Santa Rita, il primario si difende: "Solo il bene degli ammalati"

"Ho sempre pensato al bene degli ammalati", è stata la difesa di Pier Paolo Brega Massone, ex primario della clinica milanese Santa Rita, all'interrogatorio di ieri pomeriggio del gip Micaela Curami. L'ex primario si difende, dunque, e giura di aver fatto tutto solo nell'interesse dei pazienti.

Ma a smascherare Brega c'è un sms inviato a un collega e intercettato dagli inquirenti all'inizio dell'inchiesta: "Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore". Firmato: "L'Arsenio Lupin della chirurgia".

Le accuse per i 13 medici indagati sono di truffa ai danni dello Stato, ma per tre di loro sono anche di omicidio volontario (5 pazienti sono morti dopo gli interventi) e di lesioni gravi o gravissime (86 casi riscontrati nelle cartelle cliniche).

Intanto la Regione Lombardia ha ritirato l'accreditamento al Santa Rita e si costituirà parte civile nel processo. "I controlli proseguono", ha detto il presidente della Regione Roberto Formigoni. "È possibile che emergano altri casi. Sapevamo delle verifiche in corso alla clinica Santa Rita e sappiamo che sono in corso altre verifiche".

Adesso nel mirino della Guardia di Finanza altre dieci cliniche private di Milano e provincia, quella più in vista nella "classifica" dei rimborsi. "Accertamenti di tipo economico e non casi di malasanità" ha spiegato il colonnello delle Fiamme Gialle Cesare Maragoni.

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